Ennesima intimidazione all’ex sindaco di Roccabernarda

In fiamme nella notte l’auto dell’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Coco: «Io faccio il mio dovere di servitore dello Stato». Avviate le indagini

di Redazione
15 gennaio 2019
12:23
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Francesco Coco
Francesco Coco

Ennesimo atto intimidatorio a Roccabernarda. Nella tarda sera di ieri ignoti hanno date alla fiamme una Fiat Panda Cross, automobile di proprietà del consigliere comunale Francesco Coco, maresciallo in pensione dei carabinieri ed ex sindaco del Comune crotonese. Già nell’ottobre scorso ignoti avevano dato fuoco ai danni della lavanderia di proprietà della moglie dell’ex primo cittadino. Sul posto vigili del fuoco e carabinieri che hanno avviato le indagini.

 

«A Roccabernarda lotto da 20 anni contro il malaffare e questi sono i risultati». È quanto afferma il consigliere comunale Francesco Coco a proposito dell'intimidazione subita la notte scorsa. Coco spiega che «le autorità sanno tutto, ci sono decine di mie denunce e sono certo che lo Stato farà il suo dovere. Se ho colpito nel segno devono dirlo gli altri. Io faccio il mio dovere di servitore dello Stato. Un bravo cittadino - dice - deve affidarsi allo Stato e spero che questa volta si capisca la mia situazione personale, quella della mia famiglia e di quello che stiamo facendo. Penso che tramite me, dopo gli attentati alla lavanderia di mia moglie, vogliano colpire lo Stato. È il momento di agire - conclude - senza fare più chiacchiere».

Ad esprimere solidarietà la presidente dell’associazione “Risveglio ideale” Angela Napoli per «l’ennesimo atto intimidatorio che gli viene perpetrato, sicuramente dettato da quelle mani criminali che da tempo Coco denuncia.  Il territorio di Roccabernarda da mesi ormai è oggetto di gravi atti criminali, purtroppo ancora tutti impuniti. Si rende quindi indispensabile – si legge nella nota - un puntuale controllo del territorio ed una proficua attività investigativa che possa garantire alla giustizia tutti coloro che si sono resi responsabili del clima di terrore creatosi tra quella comunità. Sono certa, altresì, che le autorità preposte sapranno garantire la dovuta tutela a Francesco Coco».

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