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Torna a casa la salma di Jallow, il 19enne investito sulla 106 da un pirata

La tragedia il 14 giugno, l’investitore è stato arrestato per omicidio stradale. Lo studio legale che assiste i familiari del profugo originario del Gambia ha organizzato il rimpatrio della salma

giovedì 12 luglio 2018
13:15
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Sarà rimpatriata nei prossimi giorni nel suo Paese per il funerale e per darle degna sepoltura la salma dell’appena 19enne Jallow Banna, scampato al dramma della guerra civile in Gambia per trovare la morte in Italia, a Corigliano Calabro, sulla Statale 106, investito da un pirata della strada che lo ha lasciato agonizzante sull’asfalto, e per di più su di un’auto non assicurata. Una tragica vicenda che ha commosso e, al tempo stesso, indignato tutti quella del giovane profugo.

Il terribile incidente è accaduto il 14 giugno, alle 21.30, all’altezza del km 16 della “strada della morte”, nel territorio del comune di Corigliano Calabro, dove il gambiano era ospite in una struttura di accoglienza. Il ragazzo procedeva in sella ad una bici quando è stato tamponato da quella che si sarebbe poi scoperto essere un’Alfa Romeo 147 condotta da un 23enne di Corigliano Rossano: un impatto tremendo. Il 19enne è stato investito dal lato anteriore destro della vettura, è stato sbalzato sul parabrezza e ha impattato anche contro la portiera destra, rovinando esanime sull’asfalto: troppo gravi i traumi riportati, è deceduto poche ore dopo il ricovero all’ospedale di Rossano Calabro.

Anziché fermarsi a prestargli soccorso, però, l’investitore è fuggito lasciandolo morente sul ciglio della strada. Sono stati i carabinieri di Corigliano Calabro, i primi a intervenire sul posto e a soccorrere Banna, a rintracciare dopo sole 24 ore l’auto pirata grazie a un tenace lavoro di ricerca partendo dalla campionatura di alcune parti della carrozzeria staccatesi con il colpo e ritrovate in loco. I militari sono risaliti al proprietario, il padre del ventitreenne, e quindi al figlio, che usava abitualmente la vettura. Il giovane è stato arrestato con le pesanti accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura di Castrovillari, Angela Continisio, che coordina le indagini e che ha subito aperto un procedimento penale a carico dell’investitore, ordinando anche l’autopsia sulla salma di Banna. E, come non bastasse, la vettura, che è stata sequestrata per tutti i rilievi, è risultata pure priva di assicurazione.


Lo studio legale, grazie anche all’aiuto del consolato del Gambia in Italia, ha recuperato tutta la documentazione necessaria dei familiari del ragazzo che vivono nel Paese africano e ha organizzato e si è fatta carico del rimpatrio della salma del ragazzo, che era a disposizione già da un paio di settimane all’obitorio dell’ospedale di Corigliano e che nei prossimi giorni potrà finalmente fare ritorno nella sua terra natale dalla mamma e dalla sorella per ricevere l’ultimo saluto e per riposare in pace. 

 

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