Inchiesta “Stammer” nel Vibonese: raffica di condanne

La sentenza del gup distrettuale di Catanzaro per gli imputati giudicati con rito abbreviato. Oltre 400 anni di carcere per 36 imputati. Solo tre le assoluzioni. La cocaina importata dai clan vibonesi, reggini, lametini e crotonesi con diramazioni in mezzo mondo

di G. B.
martedì 24 luglio 2018
15:42
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Sentenza del gup distrettuale di Catanzaro, al termine del processo celebrato con rito abbreviato e nato dall’operazione Stammer contro il narcotraffico internazionale. Solo tre le assoluzioni, 36 condanne e per gli imputati si tratta di una vera e propria "stangata". Regge in pieno, infatti, l'accusa del pm della Dda di Catanzaro Camillo Falvo. In alcuni casi le condanne sono superiori alle stesse richieste della pubblica accusa. 

La sentenza

Questo il verdetto per i 39 imputati: 20 anni per Francesco Ventrici, di 45 anni, di San Calogero,residente a Bentivoglio (Bo), broker internazionale della cocaina e già condannato nelle operazioni “Decollo” e “Due torri connection” (16 anni la richiesta del pm); 8 anni Oksana Verman, di 42 anni, ucraina residente a Vibo Valentia, da febbraiocollaboratrice di giustizia (3 anni la richiesta di pena); 20 anni Rosario Arcuri, detto “Saro il vecchio”, di 65 anni, di Rosarno (16 anni la richiesta di pena); 9 anni Massimiliano Bufalini, di 42 anni, di Supino (Fr) (9 anni chiesti dal pm); 4 anni Francesco Buonvicino, di 47 anni, di Mesoraca (8 anni chiesti dal pm); 9 anni Antonino Cannizzaro, di 51 anni, di Rosarno (12 anni la richiesta di pena); 9 anni Gregorio Cannizzaro, di 51 anni, di Rosarno (12 anni la richiesta di pena); 12 anni Giuseppe Capano, di 49 anni, di Vibo Valentia, residente a Breno (BS) (12 anni la richiesta del pm); 9 anni per Wael Chanboura, di 37 anni, libanese, residente a Forlì (10 anni la richiesta di pena); 7 anni e 6 mesi Rocco Cutrì, di 37 anni, di Sinopoli (Rc), ma dimorante ad Aprilia (Lt, 12 anni chiesti dal pm)); 9 anni Pasquale Feroleto, di 44 anni, di Lamezia Terme (stessa pena chiesta dal pm); 17 anni Antonino Fogliaro, di 42 anni, di Mileto, residente a Reggio Calabria (13 anni chiesti dal pm); 12 anni Domenico Iannello, di 41 anni, di Mileto (16 anni chiesti dal pm); 20 anni Giuseppe Iannello, di 29 anni, di San Calogero (18 anni la richiesta di pena); 20 anni Domenico Lentini, di 51 anni, di Oppido Mamertina (Rc), residente a San Marcello Pistoiese (16 anni la richiesta di pena); 6 anni e 4 mesi anni Aurelio Mandica, di 38 anni, originario di Messina ma residente a Frosinone (9 anni la richiesta di pena); 6 anni e 4 mesi anni Luigi Mannarino, di 33 anni, di Mesoraca (9 anni la richiesta di pena); 17 anni per Giuseppe Mercuri, di 59 anni, di San Calogero (14 anni la richiesta di pena); 3 anni e 6 mesi Carlo Mussari, di 42 anni, di Marcedusa (chiesti 10 anni); 8 anni e 4 mesi Giuseppe Vittorio Petullà, di 60 anni, di Mileto, residente a Carate Brianza (14 anni la richiesta del pm); 20 anni per Salvatore Pititto, di 50 anni, di Mileto (20 anni la richiesta del pm); 7 anni e 6 mesi Massimo Polito, di 35 anni, di Mileto (7 anni la richiesta); 9 anni e 6 mesi per Calogero Rizzuto, di 66 anni, di Palermo (10 anni la richiesta del pm); 7 anni e 4 mesi per Francesco Serrao, di 51 anni, di Mesoraca (chiesti 10 anni); 12 anni e 2 mesi per Domenico Stagno, di 51 anni, di San Calogero, residente a Sala Bolognese (chiesti 10 anni); 20 anni per Filippo Fiarè, di 61 anni, boss di San Gregorio d’Ippona (chiesti 16 anni); 20 anni per Salvatore Paladino, di 59 anni, di Rosarno (18 anni la richiesta del pm); 10 anni e 6 mesi Antonio Ruggiero, di 41 anni, di Vibo Valentia (10 anni la richiesta); assoluzione per Armando Galati, di 64 anni, di Mileto (erano stati chiesti 8 anni, difeso dall'avvocato Giuseppe Bagnato); 14 anni e 8 mesi Fortunato Baldo, di 23 anni, di Mileto (chiesti 15 anni); 12 anni Enzo Messina, di 51 anni, di San Pietro Casale (chiesti 12 anni); 8 anni Mariantonia Mesiano, di 47 anni, di Mileto (chiesti 13 anni); 10 anni Giuseppe Pititto, di 26 anni, di Mileto; 10 anni Giuseppe Grimaldi, di 37 anni, di Mesoraca (chiesti 12 anni); 9 anni e 6 mesi Angelo Rizzuto, di 35 anni, di Palermo (chiesti 6 anni); 8 anni e 4 mesi Michele Villì, di 42 anni, di Milano (chiesti 8 anni); assoluzione per Gianluca Pititto, di 22 anni, di Mileto (chiesti 10 anni, difeso dall'avvocato Giuseppe Monteleone); Anna Palazzo, 5 anni, di Palermo (chiesti 6 anni);assoluzione per Mario Pititto, di Rosarno (chiesti 7 anni e 6 mesi). 

L'inchiesta

L’inchiesta è scattata il 24 gennaio 2017 su indagini condotte sul campo dal Nucleo di polizia tributaria e dal Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di aver preso parte a diverse importazioni di cocaina dal Sudamerica. Le indagini hanno in particolare consentito di disarticolare un’organizzazione estremamente complessa, composta da diversi sodalizi criminali, riconducibili ai clan Fiarè di San Gregorio d’Ippona, Pititto-Iannello e Galati di Mileto ed al gruppo egemone a San Calogero facente capo al broker della cocaina Francesco Ventrici, con la sostanziale partecipazione di alcuni clan della Piana di Gioia Tauro e della provincia di Crotone. Clan calabresi assolutamente a loro agio nel contrattare direttamente con i Cartelli sudamericani l’importazione anche di 8.000 (ottomila) chili di cocaina.                                                                                         

 

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Giuseppe Bagnato, Giuseppe Monteleone, Giovanni Vecchio, Leopoldo Marchese, Francesco Muzzopappa, Michelangelo Miceli, Antonio Porcelli, Guido Contestabile, Salvatore Staiano, Valentina Natale, Nicola Cantafora, Sergio Rotundo, Gregorio Viscomi, Gianfranco Giunta, Francesco Schimio, Vincenzo Cicino, Mario Santambrogio, Luigi Gullo, Rocco Romellano, Carmen Di Meo, Fausto Bruzzese, Gabriele Bordoni, Salvatore Iannone, Calogero Vella, Pietro Sammarco, Stafania Pattarello, Giacomo Curti, Francesco Schimio, Marco Rocca, Pasquale Cirillo, Massimo Titi, Davide Cariola, Salvatore Cerra, Mario Virgillitto, Giuseppe Alvaro, Gabriele Bordoni, Anna Maria Pisano, Michele Novella, Francesco Gigliotti, Giuseppe Spaziani.

 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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