Gotha, revocati i domiciliari ad Alberto Sarra

L'ex sottosegretario torna in libertà per le sue condizioni di salute

di Consolato Minniti
17 giugno 2019
20:42
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Il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto dalla dottoressa Silvia Capone, in accoglimento dell’istanza presentata dagli avvocati Giuseppe Nardo e Danilo Sarra, ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Alberto Sarra, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito del procedimento “Gotha”.

 

Il collegio difensivo ha dimostrato come Sarra non dovesse permanere in stato di detenzione domiciliare, in ragione della gravità delle sue condizioni di salute. Da rimarcare come, di contro, anche il pubblico ministero, alla luce delle risultanze sanitarie, abbia ritenuto necessario un approfondimento medico, da parte di un perito, al fine di stabilire se vi fosse una qualche incidenza sulle esigenze cautelari.

 

Il Tribunale, alla luce delle condizioni di salute, accogliendo la richieste degli avvocati, ha ritenuto cessate le esigenze cautelari, sia quanto al pericolo di fuga che a quello di inquinamento probatorio, anche in considerazione dell’avanzato stato dell’istruzione dibattimentale. Di conseguenza è stata revocata la misura degli arresti domiciliari.

 

Alberto Sarra, secondo le accuse mosse dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, farebbe parte della ‘ndrangheta nella sua componente riservata. L’ex sottosegretario alla Regione rappresenterebbe il volto politico della cupola massonico-mafiosa ricostruita dai magistrati ed al cui vertice figurerebbero gli avvocati Paolo Romeo e Giorgio De Stefano. Accuse, ovviamente, tutte da dimostrare nel corso del dibattimento che si sta celebrando davanti al Tribunale di Reggio Calabria.

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Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
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