Fuoco e fiamme nell'alto Tirreno cosentino: incendiate 3 auto in 24 ore

Entrambi gli episodi, avvenuti a Scalea e San Nicola Arcella, hanno una probabile matrice dolosa. 15 giorni fa si era registrato un terzo caso, sempre nella città di Torre Talao

di Francesca  Lagatta
19 settembre 2019
11:39
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Due distinti episodi, avvenuti a pochi chilometri di distanza, hanno riacceso la discussione sull'inarrestabile ondata di criminalità che sta travolgendo il territorio dell'alto Tirreno cosentino ormai da tempo. A turbare il sonno dei cittadini, due incendi di probabile matrice dolosa registrati a Scalea e a San Nicola Arcella, che vanno ad aggiungersi a un terzo caso avvenuto sempre a Scalea non più di 15 giorni fa e di cui si è avuta notizia solo in queste ore.

L'incendio a Scalea

Nella città di Torre Talao, dove dare fuoco ad auto e negozi sembra essere diventata routine, l'incendio è divampato in località Pantano, nel cuore della notte. Secondo una prima ricostruzione, a prendere fuoco per prima, e quindi obiettivo dei malviventi, sarebbe stata una Mercedes parcheggiata in un piazzale. Successivamente le fiamme avrebbero avvolto anche un'auto parcheggiata di fianco. Fortunatamente i residenti si sono accorti quasi subito dell'incendio e hanno chiesto repentinamente l'intervento dei vigili del fuoco, ma al loro arrivo le vetture erano già ridotte a rottami. Ad ogni modo, si è evitato che le fiamme si propagassero ulteriormente provocando altri danni. Sul posto anche gli uomini del capitano Andrea Massari della Compagnia dei carabinieri di Scalea.

Fiamme a San Nicola Arcella

Altro posto, stesso copione. Una manciata di chilometri più in là, a San Nicola Arcella, due notti fa è andata distrutta dal fuoco un'altra auto, di proprietà di un dipendente pubblico. Anche qui gli uomini in divisa rossa non hanno potuto salvare il mezzo, ormai divorato dal fuoco, ma hanno evitato l'aggravarsi della situazione. Per gli inquirenti che avviato subito le indagini, anche in questo caso l'incendio sarebbe stato appiccato di proposito da uno o più malviventi. Sconosciuti al momento i motivi del gesto.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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