Disoccupati e con il figlio malato, raccolta fondi al via: ecco come aiutarli

VIDEO | Dopo l'accorato appello della famiglia residente a Santa Maria del Cedro, la presidente del centro sociale Roberta Lanzino di Scalea, Pina D'Amante, si è recata in uno degli istitituti di credito bancari della città di Torre Talao per aprire un conto corrente su cui inviare gli aiuti

di Francesca  Lagatta
28 giugno 2019
14:30
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Abdellah Maadarni, papà del piccolo, all’uscita della banca subito dopo l’apertura del conto corrente
Abdellah Maadarni, papà del piccolo, all’uscita della banca subito dopo l’apertura del conto corrente

Abdellah, Anna e il loro figlioletto di 6 anni, da tempo malato, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Dopo il drammatico appello lanciato attraverso il nostro network dalla famiglia di origini marocchine, da anni residente a Santa Maria del Cedro, si è messa in moto una vera e propria gara di solidarietà per fornire supporto economico per le cure del bimbo e così ieri mattina è stato aperto un conto corrente dedicato alla causa nell'istituto bancario Bcc di Verbicaro, nella sede di Scalea. A farsi carico della gestione sarà il "Centro Donna Roberta Lanzino", che ha sede nella città di Torre Talao ma opera da anni in tutto il territorio dell'alto Tirreno cosentino. L'associazione, presieduta da Giuseppina D'Amante, è nota per portare avanti numerose battaglie sociali, talvolta anche affiancando le istituzioni.

La vicenda

Il figlio della coppia, nei mesi scorsi, ha subito un delicato intervento per disturbi alle vie urinarie, ma nonostante ciò i problemi di salute non sono scomparsi e nel frattempo i suoi genitori hanno smesso di lavorare per poter rimanere accanto a lui nei lunghi periodi di ricovero. Senza alcun entrata economica e con continue spese da affrontare, la famiglia Maadarni è precipitata ben presto in una situazione di estremo disagio, tanto che al momento dell'appello, lanciato solo qualche giorno fa, risultava scoperto il pagamento di ben due bollette della luce. Fortunatamente, nel giorno stesso della messa in onda del servizio, diversi cittadini hanno provveduto a risanare uno dei pagamenti inevasi, scongiurando l'imminente interruzione del servizio. Inoltre, poche ore più tardi, altri cittadini hanno fatto recapitare al piccolo una busta piena di pupazzetti e di giocattoli di vario genere. 

Una famiglia perbene

Anna e Abdellah sono un esempio virtuoso di integrazione sociale e in paese tutti li conoscono come brave persone e per essere una famiglia unita. In particolare, Abdellah, nativo di Casablanca, è laureato in matematica e fisica ed è un ex poliziotto, costretto a lasciare il Marocco con l'arrivo della dittatura. «Quando era in Marocco servivo lo Stato - ha detto il papà del piccolo - e ne andavo orgoglioso. Poi ho preferito venire in Italia a fare il venditore ambulante, piuttosto che tradire certi valori. Oggi Dio si è ricordato di quel grande sacrificio e mi ha mandato tanti angeli nel momento del bisogno. Grazie Dio, grazie Italia». L'uomo è arrivato nel Belpaese 19 anni fa, nel 2000.

Pina D'Amante: «Un doveroso atto di civiltà»

Il centro sociale dedicato a Roberta Lanzino, la giovane studentessa rendese prima violentata e poi trucidata il 26 luglio del 1998, non è nuovo a questo tipo di iniziative. L'ultima, in ordine di tempo, è l'emporio solidale, un negozio di abbigliamento e accessori aperto a chiunque ne abbia bisogno, dove si può prendere tutto ciò che serve in modo totalmente gratuito, messo in piedi grazie ad ignoti donatori. Quando i componenti dell'associazione hanno appreso la storia in tv, si sono subito messi in contatto con la famiglia per chiedere di occuparsi del caso. Tre giorni dopo la presidente Pina D'Amante si è recata nella banca scaleaota con una fitta documentazione che testimonia le condizioni di salute del piccolo ed è stato aperto un conto corrente dedicato, dal quale il suo papà potrà prendere del denaro ogni volta che ne avrà bisogno. «Non possiamo girarci dall'altra parte - ha detto la signora Pina - è nostro dovere civico e morale occuparsi delle persone in difficoltà. Per quel che ci riguarda siamo aperti a ogni tipo di iniziativa, dobbiamo lavorare al fianco delle istituzioni per rendere la nostra società un posto migliore».

Come aiutare la famiglia Maadarni

L'unico modo per aiutare la famiglia è quello di effettuare un versamento o un bonifico sul conto corrente dedicato, specificando la causale: "Un aiuto per la famiglia Maadarni". Per ricevere tutte le informazioni e le coordinate bancarie sarà sufficiente farne richiesta tramite mail alla presidente dell'associazione all'indirizzo pirosca03@libero.it.

Nessuna persona è autorizzata alla raccolta fondi porta a porta. Ogni donazione dovrà essere rendicontata e dovrà pervenire esclusivamente tramite le modalità sopra indicate.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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