Diamante candida Re Peperoncino a maschera calabrese nel mondo

L'idea dell'assessore Maiolino nasce a seguito di una tesi di laurea sulla maschera del Re Peperoncino realizzata da Alessio Moneta e seguita dai uno dei più importanti drammaturghi italiani, Edoardo Erba

di Francesca  Lagatta
mercoledì 3 ottobre 2018
16:12
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Adornato di corone piccantissime e color fuoco, Gianni Pellegrino, alias Re Peperoncino, è candidato a rappresentare la cultura culinaria calabrese nel mondo, «attraverso l’ufficializzazione di questo ruolo simbolico da parte delle istituzioni». Lo sostiene l'assessore alla Cultura del Comune di Diamante, Franco Maiolino, che nelle scorse ore ha lanciato la provocazione tramite un comunicato diramato agli organi di stampa.

 

Chi è "Re Peperoncino"

Gianni Pellegrino è un attore di cinema, teatro e tv, nonché scrittore e musicista, è originario di Cortale, in provincia di Catanzaro e da molti anni ormai impersona Sua Maestà il Re Peperoncino del Peperoncino Festival di Diamante, giunto quest'anno alla ventiseiesima edizione.

Pellegrino ed Enzo Monaco, patron della manifestazione, si conoscono per caso nel '92 e da quel momento i due non si perderanno più di vista. La scintilla in campo professionale scoppierà qualche tempo dopo, alla fine degli anni '90, quando il giornalista e imprenditore diamantese decide che sarà l'amico a interpretare il bizzarro personaggio.

 

Il progetto

Tutto è nato da una tesi di laurea sulla maschera del Re Peperoncino realizzata da Alessio Moneta e seguita dai uno dei più importanti drammaturghi italiani, Edoardo Erba. Una notizia che no ha lasciato indifferente la città di Diamante e i suoi rappresentanti. 

«Occorre concretizzare uno dei frutti delle  geniali intuizioni di Enzo Monaco – dice Maiolino nella nota -. Una proposta che sosterrò chiedendo con un atto di indirizzo, un voto del Consiglio Comunale di Diamante come primo passo di un percorso che dovrà arrivare fino alla Regione Calabria, in modo da sancire il ruolo del Re piccante a simbolo riconosciuto della Calabria». 

Poi conclude: «Il Re Peperoncino incarna al meglio le peculiarità della nostra regione e diverrebbe un simbolo universale, un testimonial spendibile in ogni ambito ed in ogni occasione promozionale, vista la simpatia e l’attenzione che riscontra sempre, e considerato il suo richiamo alla spezia piccante che è elemento gastronomico globale, da tutti riconosciuto ed apprezzato».

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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