La “regia” dell’esperto in archeologia dietro il trafugamento dei reperti a Capo Colonna NOMI-VIDEO

Cruciale sarebbe stata la figura del docente crotonese arrestato nell’operazione odierna che, grazie alle sue competenze, avrebbe indirizzato la squadra dei tombaroli. Il principale ricettatore avrebbe accumulato negli anni quasi duemila reperti archeologici esposti nel suo museo privato

di Manuela Serra
18 gennaio 2017
13:24
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C'era la regia del 70enne crotonese Pasquale Attianese, accademico molto noto in città, già docente di lettere classiche, nel traffico di reperti archeologici smantellato stamani dai Carabinieri del comando provinciale di Crotone con l'operazione “Tempio di Hera”.


Attianese era noto come relatore in occasione di convegni e corsi di archeologia, competente numismatico e autore di alcuni volumi sulla monetazione magnogreca. Di lui si è più volte avvalsa anche l'autorità giudiziaria come perito. Grazie alle sue competenze, avrebbe indirizzato le squadre di tombaroli verso quelle aree del Crotonese non ancora indagate dall'archeologia ufficiale, traendo poi beneficio del saccheggio.


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Le indagini, durante un anno, hanno permesso agli uomini dell'Arma di smantellare un sodalizio criminale in grado di gestire tutte le fasi del traffico illecito di reperti archeologici prelevati, essenzialmente, dal sito di Capo colonna, a Crotone, simbolo della grecità d'occidente. Le fasi dell'attività del sodalizio, dallo scavo clandestino alla vendita dei reperti ai collezionisti, sono state documentate dai Carabineri con intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video, pedinamenti, arresti in flagranza e sequestri di reperti.

 

A capo delle squadre di tombaroli ci sarebbe stato Vincenzo Godano, 29enne di Isola Capo Rizzuto (Kr), soprannominato "l'archeologo", che addestrava i suoi uomini all'uso di sofisticati metal detector. Il principale ricettatore, secondo gli inquirenti, era Ernesto Palopoli, 81enne di Torretta di Crucoli, che ha accumulato negli anni quasi duemila reperti archeologici esposti nel suo museo privato.


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I nomi - Per Attianese e Godano il giudice delle indagini preliminari Michele Ciociola ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere; domiciliari, inoltre per un'altra persona ancora tuttora ricercata divieto di dimora per Carmine Francesco Verterame, 60enne di Isola Capo Rizzuto, Francesco Salvatore Filoramo e Francesco Arena, 37 anni, di Crotone. Obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria per Pasquale Antonio Fabiano, 45 anni, di Crotone; Giovanni Luigi Lettieri, 62 anni, di Crotone; Raffaele Malena, 70 anni, di Ciro' Marina; Ernesto Palopoli, 81 anni, nativo di Rossano ma residente a Torretta di Crucoli; Salvatore Rocca, 33 anni, di Cariati. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere dedita all'esecuzione di scavi clandestini, impossessamento di reperti archeologici dello stato, danneggiamento di aree vincolate, ricettazione.

 

Le indagini, condotte dai Carabinieri del comando tutela patrimonio culturale in collaborazione con i militari del comando provinciale di Crotone, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo ionico, in particolare dal procuratore capo Giuseppe Capoccia e dal sostituto Luisiana Di Vittorio.

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