Catanzaro, pasti fantasma con le tessere mensa dell'Università

I carabinieri indagano su un uso anomalo delle card utilizzate per acquistare pranzi e cene in esercizi convenzionati con l'ateneo

di L. C.
giovedì 11 ottobre 2018
14:45
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Anomalie nell'uso delle tessere mensa e importi esorbitanti addebitati alla Fondazione Umg, costola societaria dell'ateneo catanzarese che per conto dell'università gestisce il diritto allo studio. È da queste evidenze e dalla successiva denuncia presentata dai responsabili della fondazione ai carabinieri della stazione di Santa Maria che hanno preso avvio le indagini, tuttora in corso, sulle presunte irregolarità nei rimborsi richiesti dagli esercizi di ristorazione convenzionati, dove gli studenti hanno diritto, sulla base del reddito, a consumare pranzo e cena.


A far insospettire i responsabili della fondazione Umg gli ingenti addebiti di importi per consumi che sarebbero stati effettuati dagli studenti dell'ateneo anche in periodi dell'anno durante i quali notoriamente il campus è meno frequentato. D'estate, in agosto, ad esempio, gli universitari consumavano sempre pranzo e cena ma dagli accertamenti compiuti dai militari dell'arma, questi risultavano fuori sede o in ogni caso non in ateneo.


Dalle indagini è, inoltre, emerso che le tessere "incriminate", quelle che hanno fatto registrare ingenti consumi non si trovavano nella diretta disponibilità degli studenti ma sono state rinvenute all'interno di un esercizio di ristorazione convenzionato con la Fondazione Umg. Da qui l'ipotesi che le fatturazioni possano essere state gonfiate per ottenere un vantaggio economico.


Al momento le indagini dei carabinieri si stanno focalizzando sulla quantificazione dei proventi con questo sistema ottenuti nel tentativo di capire se fossero solo i titolari dell'attività di ristorazione a trarne beneficio o le somme fossero poi suddivise anche tra gli studenti titolari delle tessere mensa. Indagati risultano due coniugi, gestori dell'esercizio commerciale "infedele" mentre al vaglio degli investigatori restano le posizioni di circa cinquanta studenti possessori delle tessere "incriminate".

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L. C.
Giornalista
Laureata con il massimo dei voti in Scienze della Comunicazione e della Conoscenza all’Università degli studi della Calabria di Cosenza, già a partire dall’anno successivo dal conseguimento dalla laurea intraprende l’attività giornalistica. Risalgono alla primavera del 2012 i primi articoli pubblicati sulle colonne della pagina catanzarese della Gazzetta del Sud, testata sotto la cui ala inizia a prendere confidenza con la professione. Con il trascorrere degli anni passa dai resoconti delle conferenze stampa e dei convegni alla realizzazione di inchieste su temi specifici quali sanità, rifiuti, politica, società municipalizzate e vertenze sindacali. La collaborazione è tuttora attiva.   Nel luglio del 2015 ottiene l’abilitazione allo svolgimento della professione certificata dall'iscrizione al relativo albo regionale dei giornalisti pubblicisti. A partire da gennaio del 2016 e fino al febbraio del 2017 è stata corrispondente da Catanzaro del quotidiano online Zoom24 con sede a Vibo Valentia. Oltre ad allagare le competenze anche alla sfera della cronaca, l’esperienza è risultata utile ai fini dell’apprendimento del sistema editoriale (Wordpress) e del confezionamento di notizie indirizzate ad una realtà più immediata e dinamica qual è il web.   Nel giugno del 2016 stringe una nuova collaborazione con la casa editrice Golfarelli con sede a Bologna, che cura la pubblicazione di periodici e riviste di settore. L’attività che tuttora svolge consiste nella redazione di testi e nella preparazione di interviste capaci di far emergere realtà imprenditoriali di successo nel panorama nazionale.

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