Operazione Dioniso, si chiude con trenta condanne il rito abbreviato

NOMI | Le indagini disarticolarono le tre centrali di spaccio gestite dalle giovani leve del clan Torcasio-Gualtieri-Cerra a Lamezia con l’appoggio degli Strangio di San Luca

di T. B.
mercoledì 5 dicembre 2018
23:02
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Trenta condanne dai quattro ai quattordici anni di reclusione e nove assoluzione. Termina così il processo Dioniso per i 39 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La sentenza è stata emessa oggi dal Tribunale di Catanzaro e riguarda l’operazione del 31 gennaio 2017.
Indagini durate quattro anni quelle coordinate dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Giovanni Bombardieri e dai sostituti Elio Romano e Fabiana Rapino che disarticolarono le tre centrali di spaccio gestite a Lamezia dalle giovani leve del clan Torcasio-Gualtieri-Cerra.

 

Le condanne

Ad essere condannati sono stati Nino Cerra – 14 anni (difeso dall'avvocato Larussa),Pasquale Torcasio cl. ’69 – 14 anni (difeso dall'avvocato Careri),Vincenzo Torcasio – 14 anni (difeso dall'avvocato Careri),Pasquale Torcasio cl ’80 – 14 anni (difeso dall’avvocato Larussa),Antonio Gualtieri – 14 anni (difeso dagli avvocati Canzoniere e Careri), Pasquale Carnovale – 14 anni (difeso dall’avvocato Larussa), Cesare Gualtieri cl. ‘69 – 14 anni (difeso dagli avvocati Veneziano e Canzoniere), Cesare Gualtieri cl. 78 – 4 anni e 40mila euro di multa (difeso dall’avvocato Canzoniere),.Nicola Gualtieri – 14 anni e 6 mesi (difeso dagli avvocati Careri e Veneziano), Sebastiano Strangio – 10 anni e 4 mesi (difeso dagli avvocati Sirianni e Tassone), Danilo Torcasio – 16 anni (difeso dagli avvocati Cerra e Larussa), Francesco Tropea – 7 anni e 6 mesi (difeso dagli avvocati Andricciola e Larussa), Luca Torcasio – 16 anni (difeso dall’avvocato Larussa), Giuseppe Gullo – 14 anni e 4 mesi (difeso dall’avvocato Larussa), Ivan Matti Altadonna – 7 anni e 6 mesi (difeso dall’avvocato Cerra), Silvia Mascaro – 8 anni (difesa dall’avvocato Larussa), Estino Teresa – 8 anni e 6 mesi (difesa dagli avvocati Larussa e Mazzitelli), Antonio Torcasio – 8 anni e 2 mesi (difeso dagli avvocati Larussa e Bilotta), Fiorino Salvatore – 10 anni (difeso dagli avvocati Bilotta e Larussa), Larosa Gaetano – 8 anni (difeso dagli avvocati Larussa e Vitaliano), Stefano Frangione – 8 anni (difeso dall’avvocato Larussa), Concetto Pasquale Franceschi – 8 anni e 5 mesi (difeso dall’avvocato Bilotta), Antonio Franceschi – 8 anni e 2 mesi (difeso dagli avvocati Careri e Larussa), Antonio Salatino – 8 anni (difeso dagli avvocati Larussa e Spinelli), Pasquale Salatino – 8 anni (difeso dagli avvocati Larussa e Spinelli), Aurelio Scalise – 8 anni (difeso dagli avvocati Ruberto e Iannello), Antonio Grande – 4 anni (difeso dall’avvocato Cerra), Luciano Torcasio – 7 anni e 4 mesi (difeso dall’avvocato Cerra), Danilo Fiumara – 4 anni e 40mila euro di multa (difeso dall’avvocato Cerra), Giuseppe Dattilo – 10 anni (difeso dall’avvocato Larussa).

 

Le assoluzioni

Assolti invece Lorenzo Cosentino (difeso dall’avvocato Marasco), Vincenzo Ammendola (difeso dall’avvocato Larussa), Eljon Hoxhaj (difeso dall’avvocato Arcadipane), Carmela Profeta (difesa dall’avvocato Cellini), Antonio De Fazio (difeso dagli avvocati Larussa e Truncè), Angela Patruno (difesa dall’avvocato Taurisano), Maurizio De Fazio (difeso dall’avvocato Larussa), Pasquale Tedesco (difeso dall’avvocato Larussa), Giovanni Pujia (difeso dall’avvocato Careri). La cosca avrebbe goduto dell’appoggio della famiglia Strangio di San Luca e di basi in Puglia e in Albania.

 

Il gruppo criminale avrebbe gestito tre piazze di spaccio a Lamezia Terme: Ciampa di Cavallo, Trempa e Capizzaglie. Importante il ruolo svolto da un testimone di giustizia, un ex tossicodipendente finito nel mirino del clan per il mancato pagamento di mille euro di sostanza stupefacente. Dalle indagini è emersa una fitta rete di spacciatori che agivano anche con modalità originali. Una delle donne del gruppo, infatti, organizzava dei veri e propri "coca party" nella sua abitazione.

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T. B.
Giornalista
Lametina, laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Giornalismo alla Lumsa di Roma, Tiziana Bagnato ha sempre affiancato la carta stampata all’ambito televisivo. Dopo aver lavorato nell’emittente regionale Calabria Tv e per diversi anni per il quotidiano Calabria Ora, poi L’Ora della Calabria, è approdata nell’emittente St Television e sul quotidiano Il Garantista di cui è ancora firma. 

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