«Nulla sarà più come prima»: la strage del Raganello una ferita ancora aperta

A Civita alcuni negozi sono chiusi nel giorno in cui si ricorre l’anniversario della tragedia in cui persero la vita dieci persone. Chiuse sono anche le gole teatro del dramma

di Cristina Iannuzzi
martedì 20 agosto 2019
13:34
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C'è una parvenza di normalità qui a Civita. Un autobus fermo in piazza, attende un gruppo di turisti che stanno visitando la cittadina. Le botteghe sono aperte, non tutte però, qualcuna ha deciso di chiudere oggi, in commemorazione delle vittime del Raganello. In piazza Belvedere un via vai di turisti che ammirano e fotografano il canyon, nelle cui gole lo scorso anno persero la vita 10 persone. La zona è off limits. Niente più escursioni. Niente più canyoning. 

«Qui tutto è cambiato» - ci racconta un commerciante del luogo. La mattina la piazza era popolata da giovani e famiglie che andavano a fare le escursioni. C'era gioia e allegria. Ciò che è successo lo scorso anno è una ferita ancora aperta. «Nulla sarà più come prima» - racconta l'uomo visibilmente commosso. Di quel giorno funesto ricorda ogni dettaglio. Le salme disposte una accanto all'altra nella palestra della scuola e una madre in ginocchio davanti alla chiesa madre di Santa Maria Assunta, lì dove questa sera alle 18 don Pietro Lanza celebrerà una santa messa in suffragio delle vittime. Al termine si svolgerà una fiaccolata promossa dai familiari delle vittime del Raganello, che raggiungerà il Belvedere per non dimenticare le vittime di una tragedia che si sarebbe potuta e dovuta evitare.

 

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Cristina Iannuzzi
Giornalista
Cristina Iannuzzi è nata a Castrovillari (Cs) il 05/10/1977.Vive a Vibo Valentia dal 1992. E' cresciuta  a pane e televisione. La sua attività inizia sin dagli anni giovanili a Rete Kalabria, prima come speaker, poi come conduttrice e successivamente come giornalista di cronaca e d'inchiesta.  Tra le sue trasmissioni di maggior successo figurano i reportage dalle zone alluvionate delle Marinate di Vibo Marina, dove è stata tra le prime ad arrivare e a lanciare le prime immagini e i  servizi sulla rivolta  degli extra comunitari di Rosarno. Negli anni he anche collaborato alla "Gazzetta del Sud" e ad alcuni  periodici locali. Le principali regole del suo lavoro quotidiano sul fronte dell'informazione sono  la ricerca delle verità e della notizia.
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