Aprigliano, impiegato infedele smascherato dal sindaco

Pietro Giorgio Le Pera si è accorto delle irregolarità ed ha sporto denuncia ai carabinieri

di Salvatore Bruno
27 dicembre 2017
23:02
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A scoprire che i conti del comune non quadravano è stato il sindaco di Aprigliano, Pietro Giorgio Le Pera. Nello scorso mese di ottobre si è reso conto dell’esistenza di numerosi mandati di pagamento sospetti. Ventiquattro per l’esattezza per un ammontare di circa 118 mila euro. Con il prosieguo delle indagini emergeranno poi altri due ordini irregolari che faranno lievitare la cifra a oltre 121 mila euro. Tutti i mandati recano la stessa firma e lo stesso beneficiario: quello di Mario Chiodo, 40enne di Cosenza, responsabile dell’area finanziaria del municipio presilano.

Dal comune di Rota Greca a quello di Aprigliano

Mario Chiodo è un professionista conosciuto e stimato negli ambienti della pubblica amministrazione, tanto da essere spesso nominato dagli organi prefettizi per dirimere questioni di natura tecnico-contabile. E’ impiegato nel comune di Rota Greca ma dal 2011 ricopre anche il delicato incarico dirigenziale nel settore finanziario ad Aprigliano, per il quale chiede e ottiene regolare nulla osta. La nuova posizione gli consente di entrare in possesso delle credenziali di accesso al sistema dei pagamenti del municipio presilano.

I primi mandati irregolari nel novembre 2014

Dal novembre 2014 iniziano gli illegittimi trasferimenti di denaro sulla base di motivazioni fittizie, indirizzati verso un conto corrente acceso nella filiale di Lattarico della Credito Cooperativo Mediocrati, e su una Poste Pay Evolution. Somme di importo variabile di tremila, cinquemila o anche diecimila euro come nel caso dell’ultimo mandato incriminato, recante la data del 7 agosto 2017. Ad oggi sia il conto corrente che la carta di credito risultano praticamente privi di disponibilità. Dei 120 mila euro sottratti al comune sono rimasti appena 2.900 euro. Dunque pochi spiccioli.

Il dirigente aveva implorato il sindaco: «Salvatemi e restituirà tutto»

Il sindaco Le Pera, prima di sporgere denuncia, aveva convocato il dirigente a casa sua, il 10 ottobre scorso, per un chiarimento al quale ha preso parte anche il consigliere comunale di maggioranza con delega al personale Emiliano Spina. Durante l’incontro Chiodo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, implorando il sindaco di tenere nascosto l’illecito. «Sono rovinato, salvatemi, rimetterò le cose a posto, restituirò quanto dovuto e poi rassegnerò le mie dimissioni», avrebbe detto il dirigente, ricevendo però il netto rifiuto del primo cittadino. Che infatti, nella giornata successiva, ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Aprigliano, allegando tutta la documentazione comprovante gli ammanchi. Le indagini sono condotte dal sostituto procuratore Giuseppe Cozzolino, sotto il coordinamento del procuratore capo Mario Spagnuolo e dell'aggiunto Marisa Manzini.

Salvatore Bruno

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Salvatore Bruno
Giornalista
Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche. Inviato al seguito della delegazione della Regione Calabria al festival di Sanremo del 1997, ha lavorato per un biennio nell'ufficio stampa del Comune di Cosenza e curato la comunicazione della Commissione Riforme e decentramento e della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio Regionale della Calabria. Curatore del progetto culturale "Sulle orme di Ulisse", realizzato in Sicilia, è stato inoltre radiocronista delle gare di serie B del Cosenza Calcio. Ha scritto sulle pagine di diversi quotidiani locali e nazionali, tra i quali Il Mattino, Leggo e il Corriere dello Sport. Come autore musicale ha vinto il Festival del Mare di Ancona nel 1993.
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