L’affare Lorica e l’sos alla Bruno Bossio. Obiettivo: portare il Governatore in Svizzera

Dalle carte processuali continuano ad uscire particolari che rivelano come ad essere saltati siano soprattutto i confini giuridici ed etici tra i rappresentanti delle istituzioni, tra controllati e controllori. Un viaggio oltralpe che serviva per avallare una forzatura contrattuale per la quale Tucci chiede aiuto alla parlamentare Pd. Obiettivo la presenza del Governatore. Alla fine a partire sono stati il sindaco di Pedace Marco Oliverio e il rup Mele. A pagare la trasferta, la Clogo Srl già utilizzata da Barbieri come veicolo per “far uscire” le somme mensilmente destinate al clan Muto di Cetraro

di Redazione
lunedì 17 dicembre 2018
19:53
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Enza Bruno Bossio e Mario Oliverio
Enza Bruno Bossio e Mario Oliverio

Gli elementi di un rapporto viziato nella vicenda che coinvolge l’impresa Barbieri nella realizzazione delle opere relative alla stazione sciistica di Lorica sono tante. Un rapporto viziato nel quale è saltato sostanzialmente il confine tra controllati e controllori e tutti diventano un’unica cosa con l’impresa adoperandosi affinché l’impresa possa incassare le commesse pubbliche predisponendo una serie di “forzature” al codice. Forzature che secondo gli inquirenti sarebbero state, “l’unico modo per le imprese del Barbieri, in grave crisi di liquidità, per realizzare i lavori senza anticipazione di capitale proprio. In data 31.8.2015, a conferma del rapporto collusivo fra TUCCI e BARBIERI da un lato e ZINNO dall’altro, TUCCI contatta il Sindaco OLIVERIO riferendogli di essere in compagnia dell’”ingegnere amico nostro” (ossia ZINNO), il quale si confronta direttamente con il Sindaco di Pedace sulla possibilità di liquidare nel I SAL materiali non presenti in cantiere, tematica rispetto alla quale risulta la contrarietà anche del Presidente della Regione ma, al contempo, l’impegno di ZINNO ad effettuare “opera di convincimento”.


La compiacenza del controllore pubblico si conferma l’1.9.2015, allorché ZINNO chiede a TUCCI l’invio del file relativo alle opere complementari di Lorica; nella stessa data, dal colloquio fra TUCCI ed il Rup MELE emerge sia l’indispensabilità dell’approvazione di questo finanziamento aggiuntivo per la “sopravvivenza” dell’intero appalto (“abbiamo bisogno adesso del finanziamento del progetto, non fra due mesi…anche perché c'hanno fregato il ristorante, ci hanno fregato il bar, come apriamo senza questo supporto…”) sia che la sua concessione è legata ad un buon grado di andamento dei lavori principali, per prassi amministrativa fissato in almeno il 60%. Per raggiungere l’obiettivo di spesa nel I SAL delle opere principali, in data 9.9.2015 TUCCI chiede al responsabile della società Barthelet, con sede a Flums, in Svizzera, di inviare a Lorica le attrezzature già pronte, in quanto ciò sarebbe stato ancora più efficace per convincere i pubblici ufficiali alla liquidazione di materiali a piè d’opera (“..vedere il materiale lì dal punto di vista psicologico induce anche quelli che devono dare le ultime approvazioni a dire…[..]”); nella stessa data TUCCI riferisce a BARBIERI della riluttanza del Sindaco OLIVERIO e del Rup MELE a recarsi presso il produttore svizzero a visionare le attrezzature in corso di fabbricazione (“in poche parole loro non ci vogliono venire, uno e due dicono che le cose devono venire qui, le devono portare qui se no non le pagano…dice è inutile che io vengo lì a verificarlo, poi qua ci devono criticare che sono venuti, il materiale lo dobbiamo vedere deve essere nel piazzale punto...”), tanto più in mancanza di un progetto esecutivo approvato.


Tuttavia, il 10.9.2015, dopo aver parlato con ZINNO, TUCCI comunica al rappresentante della Barthelet che il successivo 23 settembre si sarebbero recati in visita presso la fabbrica di Flums insieme al Presidente OLIVERIO, la cui presenza sarebbe senz’altro valsa a convincere gli amministratori locali sulla possibilità di liquidare come materiali a piè d’opera attrezzature non presenti sul cantiere di Lorica (“per noi è importantissimo… da quello che ti ho detto ieri l’amministrazione di Pedace vuole che invece portiate tutto giù se no non paga niente, te l’ho scritto ieri, te l’ho detto e come vedi questo va in antitesi, però se il Presidente dice sì loro però non possono dire più niente , hai capito?”). Lo stesso giorno ZINNO conferma a TUCCI di stare esercitando pressioni sul Presidente (“sto spingendo perché ci venga”) ma gli raccomanda di fargli vedere almeno qualcosa (“l'importante tu mi devi dire che viene là e vede ancuna cosa”): infatti, per come emerge dalla successiva telefonata fra TUCCI e BARBIERI, per convincere il Presidente, ZINNO gli aveva riferito che l’80% del materiale si trovava a Flums e che, una volta a Lorica, sarebbe bastato appena un mese per metterlo in opera (“…perché quello lì che lo sta portando lì ha detto tu sei sicuro che lui vede tutto, gli ha detto vedi che l’80% della roba è a Flums, quindi tu la vedrai solo quando è, perché’ per montarla ci mettono 1 mese punto, quindi di che cazzo stai parlando, valla a vedere a Flums e dagli il finanziamento, allora lui dice io sono il 23 a Bruxelles, quindi stanno tentando di portarlo a Flums”).


A questo punto considerato quanto sia importante il viaggio e la presenza in Svizzera del Presidente Oliverio, viene interessata anche l’onorevole Bruno Bossio che in questa vicenda si conferma come grande influncer del Presidente Oliverio e delle dinamiche regionali.


Per ottenere la presenza del Presidente della Regione alla trasferta svizzera, - scrivono sempre gli inquirenti - in data 18.9.2015 TUCCI si rivolge anche all’Onorevole Vincenza BRUNO BOSSIO (“una spinta pure tua in questo senso a noi ci agevolerebbe tanto, solo una visita, LUI si deve rendere conto..”), la quale è già a conoscenza della vicenda (“si lo so, me ne ha parlato pure Luigi [ndr: ZINNO], lo so, Luigi ne ha parlato pure con Mario”) ma assicura comunque un suo interessamento. La sera dello stesso giorno, TUCCI commenta con BARBIERI l’incontro appena avuto con ZINNO (“ho incontrato il dirigente, l’amico nostro”), il quale gli aveva esibito il gran numero di sms inviati al Presidente OLIVERIO per aver risposta sul viaggio a Flums e, con riguardo alle problematiche sollevate dall’Ente Parco della Sila circa il possesso dei nulla osta paesaggistico-ambientali, con singolare disinvoltura si era messo a disposizione per risolvere il problema (“dammi le carte per menare in testa al parco e a chi vuoi tu”). Nonostante gli sforzi profusi, gli indagati non riescono ad ottenere la partecipazione del Presidente OLIVERIO alla trasferta svizzera (inizialmente prevista per il giorno 23, in coincidenza con un impegno del Presidente a Bruxelles) ma cercano, riuscendovi, a convincere almeno il Rup MELE ed il Sindaco di Pedace.


Nell’ordinanza infine si riferisce che il sindaco di Pedace Oliverio e il rup Mele insieme a barbieri e Tucci partono per la Svizzera. Secondo gli inquirenti la trasferta svizzera viene effettuata: il 24 settembre TUCCI, BARBIERI, MELE e Marco OLIVERIO partono alla volta di Zurigo via Roma. A sostenere il costo del viaggio è BARBIERI che, per il tramite del fiduciario Massimo LONGO, attinge ai fondi della Clogo Srl, proprietaria della sala giochi di Cosenza già utilizzata come veicolo per “far uscire” le somme mensilmente destinate al clan MUTO di Cetraro, mentre il pernottamento è pagato dalla Technoalpin di Bolzano.

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