Acri, scoperto caseificio abusivo: sequestrati due quintali di formaggi

L’attività era esercitata in assenza di autorizzazioni dell’autorità sanitaria competente e i prodotti non presentavano alcuna tracciabilità

di Redazione
26 settembre 2019
15:27
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Un vero e proprio caseificio abusivo quello scoperto dai carabinieri della Forestale di Acri durante un controllo in una azienda in località Giamberga su alcuni animali presenti al suo interno. I militari hanno accertato che un magazzino dell’azienda era stato adibito a laboratorio per la produzione di formaggi. L’attività era esercitata in assenza di autorizzazioni dell’autorità sanitaria competente e non vi era quindi alcuna tracciabilità e rintracciabilità del prodotto che veniva venduto trasportati con un furgoncino. Si è pertanto proceduto al sequestro di circa due quintali di formaggi di varie forme e stagionatura. Durante il controllo, eseguito con il servizio veterinario, sono state elevate sanzioni amministrative per 6.500 euro.

I controlli agroalimentari sul territorio

Gli stessi militari hanno nelle scorse settimane, a seguito di controllo agroalimentari a supermercati, macellerie e caseifici,  elevato sanzioni amministrative per circa 20.000 euro. Le sanzioni hanno riguardato carenze igieniche e sull'etichettatura. Tremila euro di sanzione sono state elevate invece dai militari carabinieri della Forestale di San Giovanni in Fiore ad un commerciante del luogo che usava “shoppers” non rispondenti a quanto previsto dalla normativa vigente. Inoltre dal controllo e dall’attività investigativa effettuata insieme ai colleghi di San Pietro in Guarano è emerso che questa attività  ha proceduto allo smaltimento illecito di rifiuti solidi e liquidi provenienti dalla lavorazione di prodotti lattiero-caseario attraverso false attestazioni all’insaputa della ditta incaricata dello smaltimento. Due le persone denunciate in concorso per gestione e smaltimento illecito di rifiuti, appropriazione indebita, falsificazione di registri e truffa. Si tratta del titolare dell’attività e il dipendente acconsenziente della ditta di smaltimento di Crotone al quale venivano corrisposti prodotti caseari gratuitamente.

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