SALASSO IN ARRIVO PER I CALABRESI: AUMENTA IL COSTO DEI RIFIUTI E LE TARIFFE SCHIZZANO AL MASSIMO

Il provvedimento deciso dall’assessore all’Ambiente Pugliano e adottato con un’ordinanza dalla giunta regionale ha scatenato la protesta dei sindaci calabresi. Ecco quanto rischiano di pagare i contribuenti.

7 giugno 2014
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LAMEZIA TERME - Si chiama tari ed è nuova la tassa sui rifiuti. Sostituisce la tares ed è destinata a finanziare integralmente i costi di servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura. E’ appena nata ed è già destinata a raddoppiarsi. L’allarme lo ha lanciato l’Anci, l’associazione che riunisce tutti i comuni calabresi e che è pronta a mobilitarsi contro la Regione Calabria (nella foto la riunione dei sindaci a Lamezia Terme).

 

I numeri. Un’ordinanza, firmata dal presidente della giunta facente funzioni Antonella Stasi, prevede infatti l’aumento delle tariffe per il conferimento dei rifiuti in discarica dagli attuali 91,84 euro per tonnellata ai circa 180, ben oltre la media nazionale che è di quasi 100 euro. Una rimodulazione la definisce il dipartimento regionale per le politiche ambientali che non risparmierà neanche la differenziata dove l’aumento è ancora più sproporzionato e addirittura disincentivante: da 30 euro per tonnellata si arriverebbe a 110 euro.

 

Costi insostenibili. Un macigno insostenibile per i comuni calabresi alle prese con i conti che già non tornano e con bilanci da approvare entro il prossimo 31 luglio. A Crotone, ad esempio, l’intero sistema di raccolta, conferimento e smaltimento dei rifiuti costerebbe circa il 30% in più. Dai nove milioni attuali si passerebbe a 12. In tutti i casi a pagare sarebbero sempre gli stessi, i cittadini nella veste di contribuenti, ormai spolpati fino all’osso.

 

Lo scaricabarile. Quindi riepilogando: la Regione chiede soldi ai comuni per finanziare l’inefficiente ed inefficace sistema dei rifiuti, i comuni per evitare di andare in default o decidono di entrare nella black list dei morosi oppure bussano alle porte dei cittadini, minando la loro pazienza e svuotando ulteriormente le loro tasche. Non potendo pagare aumentano le proteste e anche l’evasione fiscale. Altro esempio: in una città di 15mila abitanti, un nucleo familiare di quattro persone che vive in un appartamento di circa 100 mq, vedrebbe raddoppiata la tassa sulla spazzatura che dagli attuali 300-350 euro all’anno schizzerebbe a 700. Un rosario di aumenti che i sindaci dell’Anci definiscono illegittimo ed ingiusto.

 

Settimana decisiva. Il tutto inattesa della conferenza stampa dell’assessore all’ambiente Francesco Pugliano fissata per lunedì a palazzo Alemanni e del consiglio regionale di mercoledì a palazzo Campanella dove hanno annunciato la loro presenza i sindaci della Calabria, pronti a dare battaglia per evitare che la nuova tassa sui rifiuti, la famigerata Tari, si trasformi in un salasso.

 

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