Ricadi, fogna abusiva nella rete dell'acqua piovana: le proteste

VIDEO | Il Comune afferma di aver dato incarico a una ditta specializzata di scovare l'allaccio irregolare con l'uso di una telecamera che ispezionerà la condotta

di Agostino Pantano
2 agosto 2019
14:23
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I cittadini si arrangiano come possono contro la puzza
I cittadini si arrangiano come possono contro la puzza

A Ricadi, in pieno centro, nella condotta dell’acqua piovana arriva dell’altro, qualcosa di maleodorante, e i cittadini si lamentano, si interrogano e storicizzano il problema.

«È da 3 anni che si sente puzza», dicono in piazza. «Sono costretta a chiudermi in casa con i condizionatori sempre accesi», lamenta una signora anziana. «Abbiamo presentato una petizione ma il Comune non ci ha risposto», spiegano i cittadini.

Proteste e mistero, sono le uniche cose certe in questa vicenda: i liquami che scorrono oltre le grate, quindi visibili e maleodoranti, non si sa dove provengano anche se in mattinata, arrivato nella zona l’assessore Paolo Morabito, si apprende di una novità.

«Proprio oggi – spiega l’amministratore delegato all’Ambiente – abbiamo incaricato la ditta di scovare, tramite una telecamera che si muove nelle condotte, l’origine dello sversamento».
I cittadini replicano – «Finalmente l’ente si interessa» – e sperano che si possa risolvere un disservizio che provoca l’inquinamento del mare, visto che per legge ciò che scorre nella rete delle acque bianche può arrivare ai fiumi.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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