Niente arrampicate nel Parco Aspromonte fino ad agosto: nidificano i rapaci

Il provvedimento dell’Ente vieta lo svolgimento delle attività alpinistiche su pareti rocciose a tutela degli animali. Chiuso l’accesso ad alcuni siti

di Redazione
lunedì 11 febbraio 2019
15:10
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Falco pellegrino
Falco pellegrino

Per salvaguardare le specie avifaunistiche di particolare interesse conservazionistico, tra cui i rapaci rupicoli che utilizzano come siti di nidificazione le pareti rocciose all’interno del Parco dell’Aspromonte, l’Epna con ordinanza, ha disposto il divieto di svolgimento delle attività alpinistiche su pareti rocciose, anche se preventivamente attrezzate, fino al 15 agosto 2019. Il provvedimento, riporta una nota stampa, avrà carattere annuale.

 

Il provvedimento a tutela dei rapaci

Il Parco chiarisce che quanto predisposto non aggiunge nulla di nuovo rispetto al Piano e al Regolamento già vigenti, che ammettono l’esercizio delle attività sportive tradizionali (escursionismo, alpinismo, scialpinismo) nei periodi e nei modi in cui non arrecano disturbo o danno alla vegetazione, alla fauna e al paesaggio. L’arrampicata in palestra di roccia, sempre secondo il Regolamento, è da considerarsi praticabile “limitatamente ai percorsi e alle pareti rocciose individuati con specifico provvedimento dell’Ente Parco”. Gli studi specialistici e le ricerche degli ultimi anni hanno accertato, nel territorio del Parco dell’Aspromonte, la nidificazione di specie rupicole inserite nella “Direttiva Uccelli” e dunque di particolare interesse conservazionistico anche a livello internazionale. Tutte le attività riproduttive, dalla scelta dei siti alla difesa del territorio, fino alla costruzione del nido e all’allevamento e allo svezzamento dei piccoli, si svolgono nel periodo che va dall’inizio dell’anno fino alla metà del mese di agosto e oltre, e questo impone particolari precauzioni e azioni finalizzate a minimizzare il disturbo nelle aree interessate.

Chiusi alcuni accessi

Con l’ordinanza, nello specifico, oltre a garantire il rispetto della zona di Riserva integrale (Zona A), viene precluso temporaneamente l’accesso a determinati siti particolarmente delicati localizzati nelle zone B e C, indispensabile per evitare l’abbandono dei nidi o dei siti di rifugio causato dalla presenza antropica, con conseguente grave danno ambientale per l’ecosistema.

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