Lamezia, ecoballe abbandonate e nascoste nell'area industriale

VIDEO | Sulla vicenda, segnalata da Fratelli D'Italia, è in corso un'indagine della Procura. Non si tratterebbe di un caso isolato

di Tiziana Bagnato
giovedì 13 settembre 2018
13:57
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Sul caso è in corso un’indagine della Procura e l’area è stata posta sotto sequestro dai carabinieri di Lamezia Terme. L’area industriale della città della Piana sta diventando il luogo in cui liberarsi di ecoballe. A segnalare a LaC la vicenda è Fratelli d’Italia con il suo segretario provinciale Rosario Aversa e l’esponente Mimmo Gianturco.

 

Il rischio è che Lamezia diventi la nuova terra dei fuochi visto che, ci raccontano, il caso non è isolato ma sarebbero diversi i tir transitanti la notte che andrebbero a cercare luoghi isolati dell’area dedicata a Papa Ratzinger in cui abbandonare i rifiuti. Rifiuti trasformati in ecoballe, frutto quindi di una precedente lavorazione. Scarti non più riutilizzabili e confezionati in maniera non casuale.

 

Un lavoro, insomma, fatto a modo, con criterio. Il che lascia pensare, ci spiega sempre Fdi, che si tratti di rifiuti dati da aziende operanti nel settore a terzi per smaltirli. Ma sarebbe quest’ultimo anello della catena a corrompersi, a volte addirittura falsificando durante i controlli i timbri delle aziende in cui sarebbero diretti per conferire il rifiuto, andandosene invece a liberare seppellendo le ecoballe o abbandonandole in luoghi lontani da occhi indiscreti. Un via vai che starebbe diventando troppo frequente, denuncia ancora Fratelli d’Italia, con gravi rischi. Tra questi il fatto che se non verrà smaltito in fretta il materiale, a contatto con acqua e pioggia, produca altre sostanze che prima o poi arriveranno al vicino mare. E Gianturco popone «controlli incrociati su trasporto ed effettivo conferimento in discarica».

 

 

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Tiziana Bagnato
Giornalista
Lametina, laureata in Scienze della Comunicazione con indirizzo Giornalismo alla Lumsa di Roma, Tiziana Bagnato ha sempre affiancato la carta stampata all’ambito televisivo. Dopo aver lavorato nell’emittente regionale Calabria Tv e per diversi anni per il quotidiano Calabria Ora, poi L’Ora della Calabria, è approdata nell’emittente St Television e sul quotidiano Il Garantista di cui è ancora firma. 

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