Indagano per incendio ma scoprono 41 cardellini detenuti illegalmente

Gli esemplari sono stati sequestrati dai Carabinieri forestali di San Roberto, nel Reggino e affidati al Centro recupero fauna selvatica di Messina per le cure del caso e per il successivo rilascio nei boschi

16 ottobre 2019
17:40
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Indagano per un incendio doloso su un terreno alla periferia di Villa San Giovanni e scoprono invece ben 41 esemplari vivi di cardellino, uccelli particolarmente protetti dalla legge, catturati in natura e detenuti illegalmente in una costruzione adiacente all’area bruciata. Immediata la denuncia penale da parte dei Carabinieri Forestali di San Roberto per «furto venatorio» e per «detenzione di specie animale non consentita» per il proprietario, M. F. un trentasettenne di Villa San Giovanni. I militari erano sulle tracce del responsabile di un incendio doloso avvenuto pochi giorni prima e, chiedendo informazioni al proprietario di un terreno limitrofo all’area percorsa dal fuoco, hanno notato all’interno della proprietà una grossa voliera con all’interno numerosi cardellinii inanellati.

 

Il cardellino è una specie particolarmente protetta, anche da convenzioni internazionali (Convenzione di Berna, direttiva 79/409/Cee “Uccelli”), la cui detenzione, solo per gli esemplari nati in cattività comprovata da anello inamovibile alla zampa, è sottoposta a rigorose regole di controllo. Durante tali verifiche, effettuate anche con la collaborazione di un volontario della Federazione ornicoltori italiani (Foi), i militari hanno udito un forte cinguettio proveniente da una costruzione adiacente che li ha portati a scovare ben 41 esemplari di cardellino, detenuti in numerose gabbie, tutti privi di anello e nati nello stesso anno. Inevitabile quindi, per il M.F., il deferimento all’Autorità giudiziaria ed il sequestro degli esemplari, affidati al Centro recupero fauna selvatica di Messina per le cure del caso e per il successivo rilascio in natura.

 

In una nota i Carabinieri forestali ricordano che «l’attività di contrasto al fenomeno dell’uccellagione ed al commercio di specie rare resta un settore di particolare interesse per i Carabinieri Forestali, poiché riguarda un segmento delle attività illegali in grado sia di impoverire pesantemente l’ecosistema, sia di movimentare un notevole flusso di capitali, in special modo con il commercio dei cardellini, molto richiesti dagli amatori e con un rilevante valore di mercato. Si esortano - conclude l’Arma - pertanto tutti i cittadini a non alimentare questo commercio illegale, peraltro pesantemente sanzionato dal Codice penale e di segnalare al 1515 ogni potenziale abuso».

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