L’ex cementificio di Vibo Marina, da colosso industriale a discarica

VIDEO | Una fabbrica che occupava decine di persone e un giro d’affari milionario. Oggi anche il sogno di una bonifica si infrange su una montagna di rifiuti

di Francesco Altomonte
22 agosto 2019
17:58
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Fino al 2012 è stato la locomotiva che ha trainato l’economia dell’intera area; adesso è solo un mostro abbandonato, un ammasso di ferro che sporca lo skyline di una delle coste più belle d’Italia.

Tutto intorno è diventato un immondezzaio, sul quale si infrangono le speranze di bonifica e riconversione dell’intera area.

Siamo tornati a Vibo Marina per parlare dell’impianto chiuso dell’ex Italcementi, oggi di proprietà di Hildemberg, il gruppo tedesco che, a quattro anni dalla chiusura, aveva confermato la dismissione e portato via una parte degli impianti. Nel 2019, gli occhi che guardano quest’area abbandonata di 30 ettari non hanno più lacrime da versare. Non ne hanno le centinaia di operai rimasti senza lavoro e gli operatori dell’indotto, né quel territorio per il quale l’ex italcementi era un motivo di vanto e, oggi, solo un passato troppo doloroso da ricordare.

 

Ma non è solo l’impianto a preoccupare i vibonesi. Se dalle vicinanze, però, ci spostiamo davanti ai cancelli dell’ex cementificio, la situazione non cambia, anzi, forse è ancora peggiore.

Il canale di scolo che costeggia il muro di cinta dell’ex area industriale è coperto da un fitto canneto e disseminato di rifiuti. Una zona che in pochi anni è cambiata in maniera radicale, trasformando il sogno industriale in un incubo. Un incubo sul quale si è infranta, per il momento, la speranza di bonifica e riconversione dei vibonesi.

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Francesco Altomonte
Giornalista
Francesco Altomonte è un giornalista attratto dal lato oscuro dell'animo umano. La cronaca nera è la sua passione, per questo motivo è ritornato a vivere in Calabria dopo 12 anni di peregrinazione. Ama leggere, raccontare, investigare. Esattamente in quest’ordine. Per 10 anni è stato redattore nei quotidiani regionali “Calabria Ora” e “Garantista”, nonché corrispondente per agenzie di stampa e giornali nazionali dalla sua terra. Dal 2017 è corrispondente di cronaca nera e giudiziaria, dalla piana di Gioia Tauro, per la “Gazzetta del Sud”.
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