A Corigliano-Rossano un intero quartiere ostaggio di un cantiere abbandonato

VIDEO | Sorge in un'area di 16mila metri quadrati proprio all'ingresso del centro urbano di Rossano. Da dieci anni è tutto fermo e tutto è lasciato al proprio destino. Monta la protesta dei residenti che non ne possono più di quello stato di degrado

di Marco  Lefosse
giovedì 15 agosto 2019
10:00
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Un intero quartiere ostaggio di un mega cantiere abbandonato che da oltre dieci anni rimane lì inerme. Siamo in località Torre Renzo, a Corigliano-Rossano, in una delle principali zone d’accesso alla città sul lato rossanese.

Un posto che dovrebbe essere una cartolina di benvenuto per chi accede al centro urbano bizantino e dove invece si trova una desolazione disarmante. Impalcati, anche se forse sarebbe meglio definirli scheletri mostruosi e giganti di cemento armato. Un lungo treno di quasi cento metri che costeggia la parte iniziale di viale della Repubblica, che affaccia su un’ampia coorte vuota e desolata diventata, per buona parte, un deposito di inerti e di macchine di cantiere vecchie e arrugginite, e per altra parte un campo di erba infestante (quella però, a dire il vero, è stata tagliata di recente!).

Un'area abbandonata di 16mila metri quadri

Poco più in là, un altro cantiere edile, della stessa epoca – stiamo parlando del fine decennio scorso – con la stessa sorte, di simili dimensioni e lasciato incompleto. Di fianco, poi, il vecchio e imponente edificio che un tempo ospitò l’istituto tecnico industriale ed il liceo scientifico di Rossano, anch'esso lasciato al proprio destino. Ogni cosa è lasciata al proprio destino e agli stati di pericolo che ne derivano. Il tutto su una superficie di 16mila metri quadrati.

Un cantiere "aperto"

Tutto è alla portata di tutti. Anche se l’intero perimetro è recintato da un imponente nastro rosso: ognuno può entrare ed uscire a suo piacimento dalla grande area del cantiere. Soprattutto i bambini che lì dentro trovano un “luogo ideale” per giocare, ovviamente incuranti dei pericoli. Basta sollevare, con molta semplicità, un battente dei varchi d’accesso ed il cantiere è alla portata di tutti. Uomini, donne e animali che spesso, non sapendo più come uscire da quel groviglio infinito di lamiere e cemento vanno incontro ad un triste destino.

C'è un cane è morto sulle impalcature

È proprio di ieri un’ultima segnalazione. Quella di un cane randagio che si era avventurato tra i sei piani aperti di uno dei grandi palazzi in costruzione e su uno dei ponteggi ha trovato la morte. La sua carcassa si vede dai balconi dei palazzi adiacenti ed il cattivo odore di carne morta che esala, sotto un sole cocente e spinta da vento, si espande per tutto il quartiere.

Non solo. Quel cantiere è ricettacolo di qualsiasi cosa e grazie alla sua ampiezza diventa anche ricovero per tanti senza tetto.

Il silenzio delle istituzioni

Insomma, una situazione di degrado costante che si perpetua da ormai un decennio. E questo non avviene in periferia ma in pieno centro. Da lì, dalle strade che girano attorno a quei 16mila metri quadrati di cantiere ci passano proprio tutti. E ci sono passati, sicuramente, anche tutti i sindaci e gli assessori che si sono susseguiti dal 2009 ad oggi. E nessuno ha mosso un dito.

Le storie che ci raccontano i residenti (vedi servizio) sono di ordinario degrado e tutte con un unico leit motiv: lo stato di totale indifferenza da parte di chi dovrebbe intervenire e invece non lo fa.

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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