A Corigliano-Rossano un intero quartiere ostaggio di un cantiere abbandonato

VIDEO | Sorge in un'area di 16mila metri quadrati proprio all'ingresso del centro urbano di Rossano. Da dieci anni è tutto fermo e tutto è lasciato al proprio destino. Monta la protesta dei residenti che non ne possono più di quello stato di degrado

di Marco  Lefosse
15 agosto 2019
11:58
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Un intero quartiere ostaggio di un mega cantiere abbandonato che da oltre dieci anni rimane lì inerme. Siamo in località Torre Renzo, a Corigliano-Rossano, in una delle principali zone d’accesso alla città sul lato rossanese.

Un posto che dovrebbe essere una cartolina di benvenuto per chi accede al centro urbano bizantino e dove invece si trova una desolazione disarmante. Impalcati, anche se forse sarebbe meglio definirli scheletri mostruosi e giganti di cemento armato. Un lungo treno di quasi cento metri che costeggia la parte iniziale di viale della Repubblica, che affaccia su un’ampia coorte vuota e desolata diventata, per buona parte, un deposito di inerti e di macchine di cantiere vecchie e arrugginite, e per altra parte un campo di erba infestante (quella però, a dire il vero, è stata tagliata di recente!).

Un'area abbandonata di 16mila metri quadri

Poco più in là, un altro cantiere edile, della stessa epoca – stiamo parlando del fine decennio scorso – con la stessa sorte, di simili dimensioni e lasciato incompleto. Di fianco, poi, il vecchio e imponente edificio che un tempo ospitò l’istituto tecnico industriale ed il liceo scientifico di Rossano, anch'esso lasciato al proprio destino. Ogni cosa è lasciata al proprio destino e agli stati di pericolo che ne derivano. Il tutto su una superficie di 16mila metri quadrati.

Un cantiere "aperto"

Tutto è alla portata di tutti. Anche se l’intero perimetro è recintato da un imponente nastro rosso: ognuno può entrare ed uscire a suo piacimento dalla grande area del cantiere. Soprattutto i bambini che lì dentro trovano un “luogo ideale” per giocare, ovviamente incuranti dei pericoli. Basta sollevare, con molta semplicità, un battente dei varchi d’accesso ed il cantiere è alla portata di tutti. Uomini, donne e animali che spesso, non sapendo più come uscire da quel groviglio infinito di lamiere e cemento vanno incontro ad un triste destino.

C'è un cane è morto sulle impalcature

È proprio di ieri un’ultima segnalazione. Quella di un cane randagio che si era avventurato tra i sei piani aperti di uno dei grandi palazzi in costruzione e su uno dei ponteggi ha trovato la morte. La sua carcassa si vede dai balconi dei palazzi adiacenti ed il cattivo odore di carne morta che esala, sotto un sole cocente e spinta da vento, si espande per tutto il quartiere.

Non solo. Quel cantiere è ricettacolo di qualsiasi cosa e grazie alla sua ampiezza diventa anche ricovero per tanti senza tetto.

Il silenzio delle istituzioni

Insomma, una situazione di degrado costante che si perpetua da ormai un decennio. E questo non avviene in periferia ma in pieno centro. Da lì, dalle strade che girano attorno a quei 16mila metri quadrati di cantiere ci passano proprio tutti. E ci sono passati, sicuramente, anche tutti i sindaci e gli assessori che si sono susseguiti dal 2009 ad oggi. E nessuno ha mosso un dito.

Le storie che ci raccontano i residenti (vedi servizio) sono di ordinario degrado e tutte con un unico leit motiv: lo stato di totale indifferenza da parte di chi dovrebbe intervenire e invece non lo fa.

Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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