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Sport

VOLLEY | Tiffany, la schiacciatrice che era un uomo, manda in tilt la pallavolo italiana

Club di A2 pronti ai ricorsi. Nessuno come lei nel volley femminile. E per le giocatrici di Trento la schiacciatrice brasiliana, nata Rodrigo 32 anni fa, «si è trattenuta»

di Alessio Bompasso
martedì 21 febbraio 2017
13:41
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La squadra del Palmi
La squadra del Palmi

Dalla curiosità di vederla all’opera, ai diversi punti interrogativi sollevati all’indomani dello stratosferico esordio stagionale di Tiffany (Tifanny) Pereira de Abreau. Un uragano di muscoli e potenza, più vicino al suo recente passato da uomo che al suo presente da donna, che ha mandato in tilt non solo Trento, la prima malcapitata caduta sotto i colpi dell’opposto brasiliano (nato uomo 32 anni fa), ma l’intero sistema pallavolistico italiano. Un precedente su cui la federazione continua a tenere la bocca cucita ma che inevitabilmente ha aperto la porta a prese di posizione contrastanti. A far discutere non la persona, ma l’incisività che una giocatrice con doti fisiche fuori dal comune, come Tiffany, potrebbe avere sull’intero proseguo del campionato. Contro Trento la brasiliana ha messo a terra 22 palloni su 52 attacchi. Nulla di straordinario se rapportato alle “top” di categoria. Come ci ha tenuto a sottolineare il tecnico di Palmi, Pasqualino Giangrossi. Analisi che, tuttavia, non convince a pieno soprattutto tra le giocatrici di Trento.

 

Si è trattenuta? Hanno molti dubbi le giocatrici di Trento, la prime a subire la furia Tiffany un secondo dopo il suo ingresso in campo. «Con Tiffany in campo - commenta Silvia Fondriest, centrale e capitano della Delta, tra le colonne della Gazzetta dello Sport – la partita è completamente cambiata. Tifanny ha attaccato 52 palloni in tre parziali con quasi il 50% in attacco ma – ha continuato la Fondriest –  abbiamo avuto l’impressione che si stesse trattenendo almeno nella forza dell’attacco. Al di là delle scelte di vita di ciascuno di noi – ha proseguito la giocatrice trentina -  mi chiedo se non ci sia alla base un problema di regole. I suoi parametri fisici non sono gli stessi di una donna – spiega -  lo scorso anno ho avuto la fortuna di giocare in A-1 ed anche in quella categoria ci sono poche giocatrici che possono vantare qualità simili».

 

Alessio Bompasso

 

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Alessio Bompasso
Giornalista
Alessio Bompasso è nato il 2 agosto del 1983 a Vibo Valentia. Da “grande” sognava di fare il giornalista ed entrare nelle case dei calabresi per raccontare le notizie giornaliere. Il sogno si è trasformato in realtà, approdando a Rete Kalabria (ora LaC) nel 2008. Il suo appeal da “normal person” lo rende tra i più apprezzati anchorman calabresi. Non ama prendersi troppo sul serio, ma quando si parla di sport si trasforma in una “macchina da guerra” (questo è il suo soprannome nell’ambiente). Sorriso smagliante e ritmo tambureggiante, le sue armi principali. Cocciuto e puntiglioso, i suoi difetti. Calcio e pallavolo, i suoi punti di forza ( ha  praticato entrambe le discipline ma non è mai stato un fenomeno, da li la scelta, più azzeccata, di raccontare lo sport attraverso le colonne di un quotidiano o le immagini della Tv). Ama le statistiche e nei suoi articoli non disdegna di inserirle qua e là. Dal 2013 è corrispondente sportivo, dalla provincia di Vibo Valentia, per la “Gazzetta del Sud”. Ha avuto il pregio e l’onore di ricevere parecchi riconoscimenti in giro per la Calabria, ma, il suo premio più importante lo ritira ogni giorno, entrando, in punta di piedi, nelle case dei calabresi. Come sognava di fare da “grande”. Mail: bompasso@lactv.it

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