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Politica

Villa, sospeso il neo sindaco Siclari. Ma a piangere è soprattutto il Pd

Notificato l'atteso provvedimento della Prefettura. Maria Grazia Richichi sindaco facente funzioni. Ma le urne hanno decretato la sconfitta politica di La Valle ed altri politici di primo piano della città dello Stretto

mercoledì 14 giugno 2017
14:27
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Giovanni Siclari
Giovanni Siclari

Come ampiamente anticipato già da qualche giorno, la Prefettura di Reggio Calabria ha notificato nella mattinata odierna il provvedimento di sospensione del neo sindaco di Villa San Giovanni. Il primo cittadino Giovanni Siclari, infatti, era stato già colpito da medesimo provvedimento nel corso della precedente sindacatura, quando, nel ruolo di vice sindaco, aveva rimediato una condanna in primo grado, assieme ad una parte della Giunta comunale, per abuso d’ufficio e falso, in merito alla vicenda “Bandafalò”, concernente la concessione ad un’associazione di uno spazio per la creazione di un lido. Concessione che, però, non era nelle competenze dell’amministrazione comunale villese. Una questione prettamente tecnica, ma che ha comportato l’instaurazione di un procedimento giudiziario e la successiva condanna. E la legge Severino, proprio in caso di decisioni di tale genere, per reati come l’abuso d’ufficio prevede la sospensione dalla carica ricoperta. Nonostante ciò, Siclari – poiché la legge glielo consente – da privato cittadino si è nuovamente ripresentato alle elezioni comunali, resesi necessarie dopo il colpo di mano della vecchia maggioranza facente capo all’ex sindaco Antonio Messina (anch’egli sospeso per la Severino), che di fatto sfiduciò il sindaco facente funzioni dell’epoca, Rocco Cassone.

 

Messina, fra l’altro, come si ricorderà, fu coinvolto nell’inchiesta “Mammasantissima” per la vicenda della Perla dello Stretto. Fatto per il quale oggi è sotto processo davanti al gup di Reggio Calabria. Da tutta questa intricata vicenda venne fuori la necessità di tornare al voto. Villa San Giovanni fu commissariata per diversi mesi, sino all’undici giugno scorso, quando Siclari ha ottenuto la vittoria, superando di misura l’avversario principale, Salvatore Ciccone.

 

Ma non è stato un percorso agevole quello del nel sindaco, oggi sospeso. Anzi. Il gioco delle alleanze ha portato ad un miscuglio assurdo di posizioni, facendo saltare ogni equilibrio politico. La storica alleanza La Valle-Messina-Siclari che, alle scorse elezioni, aveva raggiunto quasi il 70% delle preferenze si è sgretolata miseramente. L’ex sindaco La Valle, infatti, pur da appartenente al partito di Ap, ha deciso di appoggiare la candidatura a sindaco di Ciccone, spostando così tutti i suoi voti verso il centrosinistra. Una decisione che però non ha scoraggiato troppo Siclari e Messina che, rimasti insieme, hanno messo su una coalizione alla quale hanno preso parte, seppur con posizioni sfumate, anche altri pezzi da novanta della politica villese, come Lorenzo Micari.

 

I risultati delle urne hanno dato ragione a Siclari e Messina. La Valle ne è uscito come grande sconfitto, forse ancor più di Ciccone stesso, candidato alla carica di sindaco. Ma di grandi sconfitti questa tornata elettorale ne ha più di uno. Ad esempio l’ex presidente del Consiglio comunale di Villa San Giovanni, Patrizia Liberto, le cui capriole politiche – dalla maggioranza di centrodestra prima al ritorno in seno al Pd poi – hanno prodotto un brutto capitombolo, non essendo riuscita a centrale l’elezione neppure all’opposizione. Anche un’altra vecchia conoscenza della politica villese come Anna Bellantone, donna politicamente assai vicina a La Valle, ha dovuto conoscere il sapore della sconfitta. Che dire, poi, di Cosimo Freno, candidato alle scorse elezioni comunali come aspirante sindaco Pd e oggi fuori dal Consiglio? Del resto, la sua opposizione a palazzo San Giovanni non ha mai impressionato per efficacia e probabilmente i cittadini lo hanno capito.

 

Capitolo a parte merita sicuramente Domenico Aragona, uomo dall’enorme esperienza politica, già sindaco di Villa San Giovanni diversi lustri addietro. La sua partecipazione, seppur non abbia mai fornito l’impressione di poter essere vincente sino in fondo, ha però sparigliato le carte. La sensazione è che Aragona abbia eroso voti sia a destra che a sinistra, “punendo” però in modo più marcato il candidato di centrosinistra. Merito di Siclari o demerito di La Valle e Ciccone? Chissà. Intanto i Cinquestelle festeggiano il loro primo storico seggio a Villa San Giovanni. Milena Gioè è riuscita a strapparlo al culmine di una battaglia dove, in un primo tempo, sembrava che i pentastellati stessero per crollare di brutto. Alla fine non si può certo parlare di ottimo risultato, ma di sicuro non è una completa debacle l’essere riusciti ad avere una rappresentanza in Consiglio.

 

Ora lo sguardo è rivolto al futuro. La sospensione di Siclari, che lui stesso ha anticipato per tempo, non ha cambiato assolutamente i piani del neo sindaco. «È un provvedimento che non merito, tutti lo hanno capito e mi hanno votato. Spero passi presto questo tempo, perché ho voglia di amministrare la mia città e dare le risposte che occorrono», ha dichiarato a caldo ai nostri microfoni, subito dopo l’elezione. Per questo, una volta terminata la proclamazione e prestato il giuramento, Siclari ha provveduto immediatamente a nominare, quale vicesindaco, Maria Grazia Richichi, che assumerà le funzioni di sindaco facente funzioni. Una donna al timone di Villa San Giovanni, dunque, almeno per i prossimi sei o sette mesi. Tanto è il tempo che rimane a Siclari prima di poter tornare in campo.

Il programma sembra essere stato già stabilito: completamento del porticciolo turistico, ristrutturazione del lungomare, copertura della Variante di Cannitello e soprattutto risoluzione della problematica delle scuole. Ora non resta che attendere la coalizione alla prova dei fatti. Il nome scelto “LeAli per Villa” sintetizza al meglio ciò che i cittadini si aspettano: lealtà. Valore troppe volte disatteso. Sarà questa la volta buona?

 

Consolato Minniti

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Consolato Minniti
Giornalista

Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.

 

La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.

 

Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.

 

Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.

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