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Politica

Gioco d'azzardo patologico, a Cosenza meetup dei Cinquestelle

Conferenza stampa di Giovanni Endrizzi e Nicola Morra, portavoce al Senato del Movimento

di Salvatore Bruno
sabato 17 giugno 2017
13:11
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Conferenza a Cosenza
Conferenza a Cosenza

Insieme a Sicilia e Sardegna, la Calabria è una delle tre regioni italiane a non essersi ancora dotata di una legge di contrasto al gioco d’azzardo. Per la verità nella passata consiliatura, oltre a condurre una crociata contro l’apertura indiscriminata di casinò, anche attraverso l’adesione al manifesto “No Slot” elaborato in collaborazione con Legautonomie, l'allora presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta Salvatore Magarò si era fatto approvare dal consiglio un provvedimento amministrativo di regolamentazione della materia.

 

Si trattava in effetti di un progetto di legge nazionale inviato al Parlamento per l'approvazione, per come previsto dalla Costituzione che attribuisce anche ai consigli regionali la facoltà di elaborare testi normativi da inviare all'esame delle due Camere.

Di gioco d’azzardo torna a parlare il Movimento Cinquestelle, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal Meetup di Cosenza, alla quale sono intervenuti i portavoce al Senato Giovanni Endrizzi e Nicola Morra.

 

«Le autorità locali hanno la possibilità di arginare il fenomeno del gioco patologico – ha sottolineato Endrizzi – Sale slot e casinò sottraggono risorse alla famiglie, sfruttano le fragilità e le debolezze proprie dell’essere umano, alimentano l’illusione di potersi arricchire causando, al contrario, l’impoverimento dei redditi, soprattutto nelle fasce sociali più disagiate.

I sindaci, utilizzando le leve fiscali, aumentando i tributi alle sale da gioco oppure a quei locali in cui sono installate videolottery o apparecchi analoghi, possono arginare il fenomeno.

 

Inoltre pensiamo sia necessario regolamentare l’orario di apertura di queste sale, tenendole chiuse nel corso della notte e negli orari di entrata e uscita da scuola o dai posti di lavoro. Infine, bisogna vietarne l’apertura a meno di cinquecento metri dai luoghi sensibili. Quindi nelle vicinanze di sportelli bancomat, negozi di compro oro, luoghi di culto, scuole».

 

Nicola Morra ha ricordato gli appetiti e gli interessi della criminalità organizzata verso un settore redditizio e utilizzato anche per riciclare il denaro sporco. «Non dimentichiamo il patrimonio accumulato, pari a circa 800 milioni di euro, da uno dei massimi esponenti delle cosche di ‘ndrangheta, Gioacchino Campolo, non a caso soprannominato “il re dei videopoker”. Risorse sottratte alle famiglie ed ai circuiti commerciali legali».

 

Salvatore Bruno

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Salvatore Bruno
Giornalista
Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche. Inviato al seguito della delegazione della Regione Calabria al festival di Sanremo del 1997, ha lavorato per un biennio nell'ufficio stampa del Comune di Cosenza e curato la comunicazione della Commissione Riforme e decentramento e della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio Regionale della Calabria. Curatore del progetto culturale "Sulle orme di Ulisse", realizzato in Sicilia, è stato inoltre radiocronista delle gare di serie B del Cosenza Calcio. Ha scritto sulle pagine di diversi quotidiani locali e nazionali, tra i quali Il Mattino, Leggo e il Corriere dello Sport. Come autore musicale ha vinto il Festival del Mare di Ancona nel 1993.

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