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Cultura e Spettacolo

Il mondo segreto delle drag queen calabresi (VIDEO)

Un viaggio nel mondo de 'Le Portinaie': «Con la nostra simpatia entriamo nel cuore della gente, portando in scena il rispetto per le differenze»

di Dominella Trunfio
domenica 14 maggio 2017
15:30
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L'atmosfera in casa di Lady Godiva ci riporta indietro nel tempo, precisamente agli inizi del Novecento, dove dietro le quinte dei tabarin ci si preparava agli spettacoli di varietà. Spettacoli ormai dimenticati dal mondo televisivo, ma rispolverati e rivisitati dalle drag queen che continuano a portare in scena le canzonette italiane di Loretta Goggi e non solo, l'ironia pungente e le battute argute.

Drag queen in Calabria fa rima con Le Portinaie, cinque personaggi diversi, creati direttamente da chi li interpreta. Il deus ex machina dell'eccentrico mondo dei lustrini e delle paillettes, colui cioè che ha lanciato le drag nella punta dello Stivale, è Salvatore, in arte Doretta.

«Le Portinaie sono: io che sono Doretta, una sorta di zia, una mamma, un personaggio da salotto antico, Diamanda una showgirl nata, una trasformista che interpreta spesso Laura Pausini e ancora Lady Godiva, la mia prima figlioccia sulle scene, straordinaria perché ha un impatto sul pubblico molto simpatico», spiega Salvatore.

«Lady Aisy - continua - è invece, la più piccolina entrata a 16 anni e come Lady Godiva più volte è stata Miss drag queen Calabria. Infine c'è Cherilyn, che è sempre stato il cuore pulsante del dietro le quinte, colui che ci aiuta nella scelta del trucco e degli abiti e che finalmente è in scena con noi».

Incontriamo Salvatore a casa di Lady Godiva. Dietro una porta si apre magicamente una stanza trasformata in un camerino teatrale. Specchi, luci, parrucche, gioielli di ogni tipo e ancora borse, lustrini, vestiti di scena che brillano sotto i riflettori. Tutto trasuda aria di palcoscenico e la trasformazione è già iniziata: «Stasera abbiamo uno spettacolo, vado al trucco», spiega.

Un semplice clic apre la sua valigetta professionale: ombretti, matite di ogni sorta, fard, ciglia finte, rossetti. «Ogni drag queen ha il suo trucco, perché tutti i personaggi sono ormai collaudati e consolidati».

Sullo specchio, l'intramontabile Orietta Berti, che Salvatore segue da tutta una vita e che con il tempo, è diventata anche una sua amica. Un'amica che lo incoraggia ad abbattere ogni accenno di timidezza sul palcoscenico.

Oggi, chiunque conosce Le Portinaie, perché sono l'anima dei lidi e dei locali reggini, perché fanno spettacoli ovunque, nell'entroterra calabrese così come in altre regioni italiane.

«Non abbiamo mai subìto atti discriminatori durante i nostri spettacoli da drag queen, né offensivi né omofobi. Ci spingiamo nei meandri più remoti, eppure nessun pregiudizio. Anzi ti dirò che ci accolgono sempre a braccia aperte, sia nelle piazze che nelle feste private, pioniera in questo senso è stata un’altra drag queen, La Divina con i suoi spettacoli. Ad oggi, ci sono sicuramente delle battutine, ma simpatiche non volgari. La gente ci rispetta, ci fa entrare nelle loro case e nel loro cuore».

«La simpatia è l'arma più bianca e più dolce e quindi si fa capire che al di là del personaggio, ci sono persone che hanno e pretendono gli stessi diritti di tutti quanti. Riusciamo così a far avvicinare l'etero più bigotto a questo mondo, facendo capire che alla fine non si fa nulla di male, né come gay né come drag queen».

Mentre parliamo prende forma il trucco di Doretta, la zia trash, quella che canticchia canzonette con doppi sensi. Uno strato di cerone, cipria, fard, eyeliner, la matita sulle labbra e un tocco di rossetto. L'abito? Eccentrico, esagerato, luccicante. Un bel fucsia abbinato al fiore in testa. Gli ultimi ritocchi, i tacchi alti e pochette in mano.

 

Un ultima domanda: Ti senti più Salvatore o più Doretta? «Pulcini! Salvatore rimane sempre, con il suo lavoro, la sua realtà, la sua vita. Doretta è un personaggio che finisce quando si spengono le luci dello spettacolo, è come un quadro da tirare fuori ogni tanto, ma che non prende mai il sopravvento».

Dominella Trunfio

Immagini di Saverio Caracciolo

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Dominella Trunfio
Giornalista
Dominella Trunfio è una giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche. Ha conseguito un master in Comunicazione Pubblica e Politica.    Impegnata nel sociale, si occupa di ambiente, migranti e cronaca estera.  E’ autrice del documentario  “Vivere bene non si dice”, sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati in Italia e del reportage “Viaggio tra i beni confiscati in Calabria”. Ha vinto il Premio giornalistico Alessandra Bisceglia 2011 per la comunicazione sociale e ha ricevuto una menzione speciale nel Premio Lorenzo Perrone 2012 Informare è prevenire, con l’inchiesta “Famiglia distrutta da sostanze tossiche”.    Fa parte dell’Arga Lazio, giornalisti specializzati in tematiche ambientali. Ha collaborato con AdnKronos, Tg5 Mediaset e Calabria Tv. Ha scritto per Calabria Ora, Lettera Donna e Vanity Fair. Dal 2008 si occupa di uffici stampa per il terzo settore.

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