Aeroporto di Reggio, chiesto rinvio a giudizio per gli ex vertici Sogas

La Procura contesta il reato di false comunicazioni sociali per i bilanci dal 2011 al 2013
di Redazione
24 luglio 2017
17:38
L’aeroporto
L’aeroporto "Tito Minniti"

In esito alle indagini condotte dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, il Pubblico Ministero titolare delle indagini ha avanzato al Giudice per l’Udienza Preliminare di Reggio Calabria la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 10 persone, tra componenti del Consiglio di Amministrazione e membri del Collegio Sindacale pro-tempore della “Sogas spa”, società che fino a qualche giorno fa ha gestito l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”.

I nomi degli imputati

In particolare sono stati interessati dal provvedimento in parola: Carlo Alberto Porcino, Vincenzo Calaro, Luca Maio, Antonio Barrile, Tommaso Cotronei, nella loro qualità rispettivamente di Presidente e di componenti del Consiglio di Amministrazione pro-tempore della “Sogas spa” nonché Renato Antonelli, Giancarlo Filocamo, Domenico Pensabene, Giorgio Chiaula e Domenico Parente nella loro qualità di membri del Collegio Sindacale della stessa società.


Ai predetti, succedutisi nel tempo nelle richiamate cariche e funzioni, è stato contestato, a titolo di concorso, il reato di False comunicazioni sociali di cui all’art. 2621 del codice civile, in quanto, nelle rispettive qualità, hanno riportato nei bilanci degli anni 2011, 2012 e 2013 dati non veritieri.

I dettagli dell'inchiesta

Il provvedimento giudiziario costituisce l’epilogo delle investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotte dai militari del citato Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza in esito alle quali è stato accertato come, nei richiamati bilanci societari, sono stati consapevolmente esposti - in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore - fatti materiali rilevanti e non rispondenti al vero relativi alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della “Sogas spa”, con specifico riferimento alle voci inerenti i proventi straordinari e alle relative contropartite patrimoniali per un importo totale di: 1.539.790,21 euro nel bilancio dell’anno 2011, 3.125.196,46 euro nel bilancio dell’anno 2012, 340.000,00 euro nel bilancio dell’anno 2013.

In particolare, l’esposizione falsa dei proventi straordinari, ha consentito alla società non solo di evitare un risultato d’esercizio negativo per gli anni 2011 e 2012 e di rilevare, nell’anno 2013, una perdita inferiore a quella effettiva, ma anche di evitare un’eventuale revoca della concessione della gestione aeroportuale nonché di conseguire un ingiusto profitto, derivante dal mantenimento in vita della stessa società, oramai decotta, e consentendo ai destinatari del provvedimento di beneficiare della conservazione delle cariche ricoperte.

Ulteriore contestazione a Porcino

La richiesta di rinvio a giudizio ha evidenziato, inoltre, a carico del Presidente del Consiglio di Amministrazione pro-tempore della società, l’ulteriore fattispecie di reato di cui all’art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000 (Omesso versamento di ritenute dovute o certificate) per aver omesso, relativamente all’anno d’imposta 2013, il versamento di ritenute I.R.Pe.F. per 389.710,26 euro.

 

L’attività condotta testimonia la costante attenzione che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, coordinata dal Procuratore Federico Cafiero de Raho e dal suo Aggiunto Gerardo Dominijanni, quotidianamente profonde anche nel contrasto ai reati societari, contro ogni forma di illiceità ad essi sottesa e la fondamentale importanza dell’operato della Guardia di Finanza a garanzia della corretta applicazione dei presìdi previsti dalle normative di riferimento.

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