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Cronaca

Tentata estorsione e detenzione di materiale pedo-pornografico: due arresti nel Reggino

Le indagini partite dalla denuncia di un uomo che dichiarava di essere stato contattato su Facebook da un ignoto utente che lo avrebbe minacciato di divulgare on-line foto ritraenti la figlia minorenne in pose intime se non avesse consegnato la somma di 2mila euro

di Redazione
domenica 18 giugno 2017
10:18
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Gli agenti della Polizia di Stato di Polistena, a conclusione di serrate indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e coordinate dal Procuratore Federico Cafiero de Raho e dall’Aggiunto Gerardo Dominijanni, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di M. F. 20 anni e P. G. 27 anni. I due, residenti a San Giorgio Morgeto (RC), sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di tentata estorsione e di detenzione di materiale pedo-pornografico.

Le indagini hanno preso avvio nel mese di maggio del 2015, quando un uomo si è presentato, in forte stato di agitazione, negli Uffici del Commissariato di Polistena denunciando di essere stato contattato, tramite chat, da un ignoto utente di Facebook che lo aveva minacciato di divulgare on-line alcune fotografie ritraenti la figlia minorenne in pose intime se non avesse consegnato la somma di 2.000 euro.

Gli Agenti, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, hanno immediatamente svolto un servizio specifico di appostamento ed osservazione al fine di individuare l’autore dell’estorsione nel momento esatto del ritiro della somma pattuita.

 

L’operazione di polizia, in quel contesto operativo, ha dato esito negativo in quanto all’appuntamento tra vittima ed estorsori non si presentava alcuno. Successivamente, grazie ad ulteriori attività info-investigative ed alla preziosa collaborazione delpersonale del Compartimento della Polizia Postale di Reggio Calabria, è stato possibile ottenere ulteriori spunti per avviare un’indagine, durata diversi mesi, grazie alla quale il gip ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di M.F., già detenuto per altra causa, mentre P.G., dopo le formalità di rito, è stato collocato nella propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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