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Cronaca

Omicidio Luverà e ferimento dell’avvocato Nizzari: assoluzione in Cassazione

Resta senza colpevoli il fatto di sangue commesso a Palmi il 13 novembre del 2010. Il barbiere Paolo Chiappalone assolto in via definitiva

di G. B.
mercoledì 14 febbraio 2018
20:30
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Non è stato Paolo Chiappalone ad attentare la vita dell’avvocato Francesco Nizzari ed a uccidere Martino Luverà.

 

La prima sezione della Corte di Cassazione ha messo oggi fine ad una triste vicenda di cronaca assolvendo il barbiere palmese Paolo Chiappalone, difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Girolamo Curti, dai gravissimi reati di tentato omicidio ai danni dell’avvocato Francesco Nizzari e dall’omicidio (quale evento non voluto) di Luverà Martino.

 

Dopo la relazione del giudice relatore del Collegio, Siani, è intervenuto il procuratore generale che ha argomentato le proprie ragioni per circa un’ora chiedendo l’annullamento della sentenza assolutoria con rinvio alla Corte di Assise d’Appello di Reggio Calabria per una nuova valutazione.

 

Le medesime conclusioni hanno rappresentato gli avvocati delle parti civili intervenuti, Francesco Cardone e Domenico Infantino, mentre l’avvocato Guido Contestabile, intervenuto in difesa di Chiappalone, ha concluso per il rigetto di tutti i ricorsi proposti chiedendo, pertanto, che avessero seguito le due sentenze assolutorie già pronunciate dalla Corte d’Assise di Palmi e dalla Corte di Assise d’Appello di Reggio Calabria.

 

La Corte di Cassazione, all’esito di una complessa camera di consiglio, ha dato ragione a Chiappalone confermando la sentenza assolutoria.

I fatti al centro della vicenda giudiziaria risalgono al 13 novembre del 2010, quando in un agguato a Palmi morì un giovane originario di San Martino di Taurianova, Martino Luverà, e rimase gravemente ferito l’avvocato Francesco Nizzari.

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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