OK
Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri siti, per inviare messaggi pubblicitari mirati. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all´uso dei cookie.
Cronaca

Omicidio Lettieri, fermato il vicino di casa. Decisivi gli esami del Dna

Tracce di sangue della vittima sarebbero state trovate nella macchina dell'uomo. Da chiarire il movente che potrebbe essere legato a questioni economiche

di Redazione
venerdì 17 marzo 2017
08:40
27 condivisioni

Era stato indagato nelle ore successive all’efferato omicidio. Ieri sera la svolta. Salvatore Fuscaldo, 50 anni, è stato fermato con l’accusa di omicidio pluriaggravato. Sarebbe lui il presunto assassino di Antonella Lettieri, la donna 42enne di Cirò uccisa brutalmente la sera dell’8 marzo nella sua abitazione di Via Cilea in cui viveva da sola.


Le indagini. Bracciante agricolo, vicino di casa e marito di un’amica della vittima, l’uomo era stato iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre due persone. Determinanti sarebbero stati i risultati provenienti dai laboratori del Ris di Messina che avrebbero fornito alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Crotone Alfredo Manca, gli elementi per procedere. Tracce di sangue della vittima sarebbero state infatti trovate sull'auto di Fuscaldo e sui suoi capi di abbigliamento.


La rabbia della folla. L’uomo nella serata di ieri è stato portato in caserma e poi in carcere dove si sono registrati momenti di forte tensione. Decine di persone hanno infatti urlato la loro rabbia chiedendo giustizia e arrivando ad infrangere il lunotto posteriore dell'auto dei carabinieri sulla quale si trovava il fermato.


Il movente. Nonostante il fermo, le indagini, fanno sapere gli inquirenti, vanno avanti per ricostruire ogni aspetto del delitto. Da chiarire adesso il movente, che potrebbe essere legato a questioni economiche tra la vittima ed il fermato.

 

“Un omicidio efferato”: era stato questo il primo commento del colonnello Salvatore Gagliano, comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone. Impressione poi confermata dall’autopsia. La donna, ritrovata in un lago di sangue dal cognato la mattina del 9 marzo con il telefonino vicino ed il giubbotto ancora addosso, è stata uccisa da almeno venti coltellate e da numerosi colpi sferrati con un oggetto contundente. Una violenza inaudita alla quale la donna ha cercato strenuamente di opporsi fino alla fine. (m.s.)

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Articolo Precedente
‘Ndrangheta: sequestrati beni per oltre 25 milioni di euro a imprenditore reggino
Prossimo Articolo
Tenta di estorcere foto intime a una 17enne: denunciato giovane di Cosenza

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: