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Cronaca

‘Ndrangheta: clan vibonese dei Tripodi, chiesta confisca per 37 mln di euro

Operazione “Lybra money”: la Procura generale di Catanzaro avanza anche 11 misure di prevenzione personali

mercoledì 17 maggio 2017
16:48
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Accoglimento dei motivi d’appello e quindi misura di prevenzione (non accolta in primo grado) per Orlando e Marika Tripodi, di 31 e 32 anni, figli di Nicola Tripodi; Simon Schito, 32 anni, di Milano; Cristian Sicari, 32 anni, di Porto Salvo; Francesco La Tesse, 32 anni, di Vibo Marina.

Conferma nel resto la decisione del Tribunale di Vibo Valentia che nel dicembre 2015 ha disposto: 5 anni di sorveglianza speciale per il presunto boss Nicola Tripodi; 4 anni e 6 mesi di sorveglianza per Antonio Mario Tripodi; 4 anni per Sante Tripodi; 4 anni per Salvatore Vita e Francesco Comerci, il primo di Vibo Marina, il secondo di Nicotera; 3 anni per Massimo Murano di Busto Arsizio.

Queste le richieste del sostituto procuratore generale di Catanzaro, Raffaella Sforza, nel procedimento di secondo grado per le misure di prevenzione personali della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e quelle patrimoniali contro il clan Tripodi di Porto Salvo e Vibo Marina, colpito con le operazioni “Lybra” nel maggio 2013 e “Lybra money” nel dicembre 2015. In Appello si è giunti sia per l’impugnazione da parte dei difensori, sia per quella della Procura distrettuale.

I beni sequestrati. Fra i beni sequestrati di cui il sostituto procuratore generale ha chiesto in appello la confisca vi sono 13 aziende fra bar e ristoranti nel centro di Roma (Il "Ritrovo la Dolce Vita" e il bar "Effeci Global Services Group srl”) e in provincia di Milano, imprese edili operanti a Milano, Padova, Roma (Edil Sud Costruzioni srl) e Vibo Valentia, quote di società operanti in provincia di Bologna, Roma e Vibo, 31 immobili, di cui 10 fabbricati di pregio in Milano e Roma e 21 terreni ubicati in parte in provincia di Roma ed in parte in quella di Vibo Valentia, 13 tra automezzi industriali ed autoveicoli. Il valore complessivo dei beni confiscati ammonta a circa 37 milioni di euro.

 

Giuseppe Baglivo

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Giuseppe Baglivo
Giuseppe Baglivo
Giornalista

Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007.


Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale.


Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso).


Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia.


Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere.


Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”.


Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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