OK
Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di altri siti, per inviare messaggi pubblicitari mirati. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all´uso dei cookie.
Cronaca

'Ndrangheta, chiesta condanna per ex sindaci Melito Porto Salvo

Gesualdo Costantino e Giuseppe Iaria, coinvolti nel processo scaturito dall'operazione “Ada”, sono indicati dalla pubblica accusa come 'fiancheggiatori della cosca Iamonte'

martedì 19 settembre 2017
19:48
6 condivisioni

La Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Antonio de Bernardo, ha chiesto la condanna, rispettivamente, a dieci e dodici anni di reclusione per gli ex sindaci di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino e Giuseppe Iaria, nel processo scaturito dall'operazione 'Ada' a carico del clan della 'ndrangheta 'Iamonte'.


Costantino, che aveva ricoperto anche il ruolo di vicepresidente della Provincia reggina nella giunta di centrosinistra guidata da Giuseppe Morabito, e Giuseppe Iaria, sono indicati dalla pubblica accusa come fiancheggiatori della potente cosca del basso Ionio reggino, capeggiata fino alla sua morte dall'ottuagenario Natale Iamonte "consentendo il pesante condizionamento nelle gare d'appalto del comune di Melito Porto Salvo e di altri comuni del circondario e con il supporto di alcuni imprenditori direttamente affiliati al clan".

Le altre richieste di condanna

Dodici anni di carcere sono stati richiesti anche per Carmelo Nicola Alampi, Bruno Ligato, Massimiliano Pirillo, Natale e Vincenzo Tripodi, ritenuti uomini della cosca Iamonte.

La pubblica accusa ha inoltre chiesto sei anni di reclusione per il tecnico comunale di Melito Porto Salvo, Giuseppe Imbalzano; sei anni per l'imprenditore Antonio Crea, presidente di una cooperativa sociale e stessa pena per Francesco e Demetrio Caracciolo, imprenditori nel ramo dei servizi e per Francesco Morabito.

Non luogo a procedere

Il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, il pm De Bernardo lo ha richiesto per Antonia Caracciolo, Giuseppe Caracciolo, Giuseppe Cento, Paolo Ferrara, Francesco Giordano, Francesco Gullì, Antonino Nucera, Giovanni Paviglianiti, Giovanni Pugliese, Carmelo Ravenda, Donato Stelitano, Luigi Stelitano e Demetrio Vercelli, per i quali nel corso del dibattimento era stata esclusa l'aggravante mafiosa. (ANSA).

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: