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Cronaca

‘Ndrangheta: bomba contro il clan dei Piscopisani, condannato boss Mancuso

Pantaleone Mancuso Scarpuni ritenuto responsabile in via definitiva dalla Cassazione per la cessione di un potente ordigno esplosivo da usare nello scontro fra le cosche

di G. B.
sabato 18 novembre 2017
11:17
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La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per il boss Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, 56 anni, di Nicotera Marina, ritenuto responsabile di aver procurato e ceduto a Rinaldo Loielo e Filippo Pagano (entrambi di Gerocarne) un potente ordigno esplosivo di due chili e mezzo che doveva servire per far saltare in aria Raffaele Moscato, elemento di spicco del clan dei Piscopisani prima di passare fra i collaboratori di giustizia. La bomba era attivabile a distanza con un sistema di innesco, composto da un ricevitore radiocomandato al quale era collegato un detonatore elettrico.

 

I fatti costati a Mancuso la condanna sono stati accertati attraverso un'attività di intercettazione ambientale, svolta all'interno del Bar Tony di Nicotera Marina.

 

Il potente ordigno esplosivo è stato ritrovato dalla polizia il 23 febbraio 2013 nell’auto con a bordo Loielo e Pagano, fermati in località “Serricella” del comune di Rosarno. Erano stati gli stessi due giovani di Gerocarne, alla richiesta dei documenti, ad avvertire i poliziotti del Commissariato di Gioia Tauro che nel bagagliaio avrebbero trovato una bomba, disinnescata poi dagli artificieri arrivati da Reggio Calabria.  

 

Riconosciuta per Mancuso anche l’aggravante delle finalità mafiose.

 

g.b.

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Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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