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Cronaca

‘Ndrangheta e bar in Lombardia: la Questura di Milano ne chiude 8

Si tratta di locali frequentati da pregiudicati, legati alle famiglie della criminalità organizzata calabrese o teatro di risse e spaccio di droga

di G. B.
giovedì 16 marzo 2017
15:23
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Locali abituali ritrovo di pregiudicati coinvolti in attività illecite di vario tipo, soprattutto in materia di spaccio di droga, oltre a essere stati teatro di liti e frequentati da personaggi in odore di ‘ndrangheta.

 

Per tali motivi il nuovo questore di Milano, Marcello Cardona, ha disposto la chiusura di sette locali ed una discoteca. Si tratta del “Lyons Bar” di via dei Mille a Buccinasco, chiuso per 7 giorni in quanto i clienti vengono ritenuti dai carabinieri in prevalenza soggetti legati al clan Barbaro di Platì che proprio a Buccinasco da oltre venti anni ha messo radici. Il bar era già stato chiuso ad aprile 2015 perché frequentato da pregiudicati. Il 4 marzo a Quarto Oggiaro, in via Fratelli Antona Traversi, è stato chiuso per 7 giorni il “Come stai Caffè”, frequentato da persone con precedenti penali o soggette a misure di sorveglianza. Chiusi poi per spaccio il “Bar Stella” di via Montegani, il “Bar Torrefazione” di via Carlo Dolci.

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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