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Cronaca

‘Ndrangheta: annullata in Cassazione condanna per boss Antonio Mancuso

Atti mandati alla Corte d’Appello di Napoli per il processo “Dinasty 2-Do Ut Des” che aveva portato alla condanna del capo storico del clan di Limbadi a 7 anni

martedì 16 maggio 2017
22:04
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Annullata con rinvio dalla seconda sezione penale della Corte di Cassazione la condanna a 7 anni di reclusione che era stata inflitta il 17 aprile 2015 dalla Corte d’Appello di Salerno ad Antonio Mancuso, 79 anni, noto negli ambienti criminali come “Zi ‘Ntoni”, capo carismatico del “locale” di ‘ndrangheta di Limbadi e Nicotera.

 

Dovrà essere pertanto la Corte d’Appello di Napoli a pronunciarsi nuovamente su Antonio Mancuso, condannato in primo grado a 7 anni nel 2008 al termine del processo celebrato con rito abbreviato dinanzi al gup di Salerno nel 2008, e con pena confermata il 17 aprile 2015 in Appello a Salerno.

 

Antonio Mancuso era finito nell’inchiesta “Dinasty 2” per vicende legate alla costruzione del villaggio denominato “Il Melograno” di Parghelia al quale sarebbe stata interessata l’ex presidente della sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia Patrizia Pasquin (giudicata con separato troncone processuale per altre vicende). In particolare il boss avrebbe tentato, attraverso una condotta estorsiva, per incassare una parte dei finanziamenti ricevuti dal “Melograno Village srl” per la costruzione nel Vibonese del complesso residenziale a Parghelia.

 

La Corte di Cassazione ha così accolto il ricorso degli avvocati Giuseppe Di Renzo ed Alfredo Gaito, annullando una sentenza che – se confermata – avrebbe rispedito in carcere il boss Antonio Mancuso (già condannato con sentenza definitiva nel processo “Dinasty” con pena già interamente scontata). Il 17 febbraio scorso l’anziano boss di Limbadi e Nicotera ha rimediato altra condanna a 5 anni di reclusione dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia – a fronte di una richiesta di pena a 27 anni di carcere avanzata dal pm Marisa Manzini – nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Black money”. Antonio Mancuso si trova attualmente in stato di libertà.

 

Giuseppe Baglivo

 

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Giuseppe Baglivo
Giornalista

Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007.


Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale.


Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso).


Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia.


Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere.


Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”.


Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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