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Cronaca

A Locri scritte contro don Ciotti, il Comune replica con un manifesto corale

Immediata la risposta del Comune alle scritte questa notte sono apparse contro il presidente di Libera e le forze dell'ordine: “Orgogliosamente sbirri per il cambiamento”

di Agostino Pantano
lunedì 20 marzo 2017
12:52
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Scritte contro Don Ciotti, il Comune replica con un manifesto
Scritte contro Don Ciotti, il Comune replica con un manifesto

E’ stata ferma e immediata la risposta dell’amministrazione comunale di Locri, dopo la contestazione che qualcuno notte tempo ha ordito in maniera sfacciata e anonima contro don Luigi Ciotti.

 

Alla scritta offensiva coperta immediatamente sul muro dell’episcopio, il sindaco Giovanni Calabrese ha replicato preparando un manifesto che recita: “Orgogliosamente sbirri per il cambiamento”. Il riferimento è alla terminologia usata dagli anonimi contestatori sul muro dell’edificio che nella notte ha ospitato il fondatore di Libera e il vescovo Oliva, impegnati in queste ore con la “Giornata della memoria e dell’impegno” organizzata da Libera, e al cui indirizzo era arrivato un messaggio sinistro: “Don Ciotti sbirro, più lavoro meno sbirri”.

 

La frase, prontamente cancellata e sulla cui origine sarebbe stata aperta un’indagine, ha dato vita ad una pronta reazione corale che coinvolge l’intero consiglio comunale locrese. Il manifesto, è stata spiegato, verrà affisso anche in diversi punti del percorso che farà il corteo domani per la Giornata nazionale organizzata dall’associazione antimafia.     

 

Agostino Pantano  

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.

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