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Cronaca

Gratteri: «La ‘ndrangheta seduta al tavolo nella stanza dei bottoni»

È quanto dichiarato dal procuratore di Catanzaro nel corso di un’intervista rilasciata a “Porta a porta”: «La ‘ndrangheta è la mafia più ricca riconosciuta nel panorama internazionale delle organizzazioni criminali»

di Redazione
martedì 21 marzo 2017
20:54
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Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro
Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro

«In questo momento la 'ndrangheta è la mafia più ricca, più arrogante, più organizzata e meglio distribuita in tutti i cinque continenti, mentre Cosa nostra ha perso il suo prestigio internazionale e la camorra è sempre più criminalità comune, gangsterismo».


A dichiararlo il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di una intervista rilasciata a “Porta a porta”, che andrà in onda questa sera. Commentando la Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Gratteri ha affermato: «Dopo le stragi di Cosa nostra e dopo che Totò Riina, che è un folle, ha pensato di dettare l'agenda allo Stato, noi magistrati e forze dell'ordine abbiamo sottovalutato la 'ndrangheta, che si presentava con il cappello in mano, come degli straccioni. In realtà gli appartenenti a questa organizzazione sono andati in Sudamerica ad acquistare cocaina a prezzi bassissimi con i soldi dei sequestri di persona fatti negli anni '80. Oggi questa organizzazione criminale ha quasi il monopolio dell'importazione di cocaina in Europa e riesce a realizzare dei profitti elevatissimi».



Per il procuratore di Catanzaro, la 'ndrangheta «è una organizzazione riconosciuta nel panorama internazionale delle organizzazioni criminali, ma anche terroristiche. Per Cosa nostra, invece, non è più così: ha perso i suo prestigio internazionale ed anche Cosa nostra americana non dialoga più con quella siciliana, ma con la 'ndrangheta. La camorra è sempre più difficile definirla, ma io penso che sia più criminalità comune, piu' gangsterismo che non una mafia. Le mafie sono infatti un'altra cosa, si interfacciano con il potere legale, sedendosi al tavolo nella stanza dei bottoni". (Agi)

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