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Cronaca

Catanzaro, oltre mezzo miliardo di beni sequestrati alla ‘ndrangheta nel 2016

Il dato è emerso dal bilancio operativo annuale realizzato dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro. Grande attenzione per l’indebita percezione di risorse comunitarie

di Luana  Costa
mercoledì 22 marzo 2017
11:12
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Beni per un valore di oltre mezzo miliardo di euro (644 milioni) sono stati sequestrati lo scorso anno dalle fiamme gialle nell’ambito di operazioni coordinate dalla Procura distrettuale antimafia. Cifra che fa il paio con gli 11 milioni di beni confiscati a seguito di accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e loro prestanome. È un bilancio positivo quello messo a punto dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro per tirare le somme sulle attività svolte nel corso del 2016. Gli accertamenti seguono i canali privilegiati del contrasto alle frodi e agli illeciti nel comparto della spesa pubblica nazionale e comunitaria oltre a prevenire le possibili infiltrazioni della criminalità nel tessuto economico.

 

Ebbene, l’attività ispettiva svolta dal comando provinciale ha consentito di individuare oltre 142 milioni di euro di contributi a carico del bilancio comunitario e nazionale considerati indebitamente percepiti o richiesti con 193 persone denunciate mentre ammonta a oltre 160 mila euro il valore delle frodi accertate nella spesa previdenziale con 36 persone denunciate. 122 milioni di euro è poi il valore dei danni erariali accertati.

 

Approfondite investigazioni sono state predisposte per individuare i reati fiscali economici e finanziari procedendo al sequestro in misura equivalente alle imposte evase per un valore di oltre 19 milioni e mezzo di euro finalizzate alla successiva confisca dei beni. In tale contesto sono state denunciati 112 soggetti responsabili di 142 violazioni tributarie. Infine, la lente d’ingrandimento degli investigatori è stata rivolta al contrasto all’economia sommersa nella duplice fisionomia dell’evasione totale e dello sfruttamento di manodopera irregolare o “in nero”: 12 i datori di lavoro individuati quali utilizzatori di manodopera in nero e irregolare.

 

Luana Costa

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Luana  Costa
Giornalista
Laureata con il massimo dei voti in Scienze della Comunicazione e della Conoscenza all’Università degli studi della Calabria di Cosenza, già a partire dall’anno successivo dal conseguimento dalla laurea intraprende l’attività giornalistica. Risalgono alla primavera del 2012 i primi articoli pubblicati sulle colonne della pagina catanzarese della Gazzetta del Sud, testata sotto la cui ala inizia a prendere confidenza con la professione. Con il trascorrere degli anni passa dai resoconti delle conferenze stampa e dei convegni alla realizzazione di inchieste su temi specifici quali sanità, rifiuti, politica, società municipalizzate e vertenze sindacali. La collaborazione è tuttora attiva.   Nel luglio del 2015 ottiene l’abilitazione allo svolgimento della professione certificata dall'iscrizione al relativo albo regionale dei giornalisti pubblicisti. A partire da gennaio del 2016 e fino al febbraio del 2017 è stata corrispondente da Catanzaro del quotidiano online Zoom24 con sede a Vibo Valentia. Oltre ad allagare le competenze anche alla sfera della cronaca, l’esperienza è risultata utile ai fini dell’apprendimento del sistema editoriale (Wordpress) e del confezionamento di notizie indirizzate ad una realtà più immediata e dinamica qual è il web.   Nel giugno del 2016 stringe una nuova collaborazione con la casa editrice Golfarelli con sede a Bologna, che cura la pubblicazione di periodici e riviste di settore. L’attività che tuttora svolge consiste nella redazione di testi e nella preparazione di interviste capaci di far emergere realtà imprenditoriali di successo nel panorama nazionale.

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