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Cronaca

Le accuse del costruttore vicino ai clan al sindaco di Vibo, Costa: «Sul mio conto solo falsità»

Il primo cittadino vibonese respinge gli addebiti dell’imprenditore Angelo Restuccia, destinatario nei giorni scorsi di un sequestro milionario: lo aveva tirato in ballo per un presunto favore richiestogli dall’ex magistrato

di Giuseppe Baglivo
mercoledì 17 maggio 2017
11:05
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“L’imprenditore Angelo Restuccia in un’intercettazione del 2013 afferma che vent’anni prima mi avrebbe riparato una mia casa a Capo Vaticano quando invece avrei dovuto interrogarlo come magistrato. Ma a Vibo come sostituto procuratore sono rimasto sino al 1988. In più la casa non è mia da mia suocero e non ha tegole che potevano essere riparate ma solo un terrazzo”. E’ quanto dichiarato stamane dal sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, - già pm a Vibo sino al 1988, poi procuratore a Crotone e dal marzo 1994 procuratore a Palmi - in relazione alle intercettazioni in cui l’imprenditore Angelo Restuccia, 80 anni, originario di Rombiolo ma con sede delle ditte a Mesiano di Filandari, destinatario nei giorni scorsi di un sequestro di beni da 28 milioni di euro, raccontava che l’allora magistrato Costa avrebbe dovuto interrogarlo ma si sarebbe poi fatto riparare una sua casa a Capo Vaticano.

 

“Non ho mai costruito a Capo Vaticano - afferma Elio Costa - la casa in questione è di mio suocero che l’ha realizzata nel 1968 e non ha mai presentato problemi di stabilità come invece affermato da Restuccia nel corso delle intercettazioni laddove dice di avermi inviato degli operai per via di una lesione che la rendeva inabitabile. Nessuna lesione, invece, la casa è stata realizzata da mio suocero con progetto dell’ingegnere Vittorio Barberio ed è in cemento armato e pur se molto vicina al mare non ha mai presentato problemi di stabilità”.

 

Ed allora perché Restuccia avrebbe affermato - sapendo di non essere ascoltato - determinate cose proprio su Elio Costa e la casa sita a Santa Maria di Ricadi? “ Non lo so - risponde il sindaco Costa - ma proprio per questo ho sporto denuncia  chiedendo l’affermazione della penale responsabilità di chiunque può aver contribuito a fornire una falsa rappresentazione della realtà. Non capisco poi perché intercettazioni del 2013 spuntano solo nel 2017. Chiederò la trascrizione integrale di tali intercettazioni dell’imprenditore Restuccia. Bastava fare i dovuti accertamenti per scoprire che quanto afferma Restuccia non corrisponde al vero”.

 

 

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Giuseppe Baglivo
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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