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Attualità

Dopo lo sbarco, la sepoltura: nel cimitero di Bivona solo loculi anonimi (VIDEO)

Il nostro viaggio nel camposanto della frazione di Vibo, diventata epicentro dell'accoglienza e anche teatro finale dei drammi nel Mediterraneo

di Agostino Pantano
giovedì 15 giugno 2017
14:28
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Che fine fanno le salme dei migranti che giungono nel porto di Vibo Marina dopo gli sbarchi che si susseguono? Chi si occupa dell’eventuale rimpatrio o, nei molti casi di vittime senza nome, chi si preoccupa di assicurare una degna sepoltura in Italia?

 

Siamo andati nel cimitero di Bivona, all’indomani dell’ennesimo sbarco da una nave che trasportava anche il cadavere di una donna incinta, e la realtà che abbiamo scoperto è davvero triste. Il custode che ci accompagna presso il loculo che contiene la salma, ce ne indica tanti altri ancora – dopo tutto questo tempo – anonimi e visibilmente privi di segni di riconoscimento: qualche tumulo ha un fiore appassito, ma tutti sono senza nome. 

 

Nel giro dentro il camposanto diventato anche questo simbolo dell’accoglienza vibonese, si può notare a terra una bara aperta e vuota: “E’ della donna morta – dice il custode – il cui corpo congelato, dentro un sacco, è invece dentro questo loculo ancora non murato”.  

    

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.

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