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Attualità

A San Luca per dire che la Calabria è una “questione sociale” che si può risolvere

La partita tra la nazionale dei magistrati e quella dei cantanti e attori è stata la parentesi dell’entusiasmo, in una mattinata però servita soprattutto a dire che anche nel cuore dell’Aspromonte, in questa che è anche terra di clan e faide, può esserci un percorso di riscatto

di Agostino Pantano
venerdì 21 aprile 2017
17:45
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San Luca, partita
San Luca, partita

La Calabria non ha solo una questione criminale da sradicare, ma è anche una perenne questione sociale che bisogna finalmente risolvere. È lo Stato ricomincia da San Luca, dove è stata festa grande per la riconsegna alla comunità di un capo sportivo riammodernato e con l’erba naturale. Un simbolo, se si vuole, ma pur sempre un investimento di 800 mila euro, al cui taglio del nastro non sono voluti mancare il sottosegretario Maria Elena Boschi e il vice presidente del Csm Giovanni Legnini.

 

Un doppio evento, prima l’incontro nella scuola e poi la sfida sul manto erboso, che ha dato a San Luca una ribalta nazionale per fatti positivi, che ne offrono un volto diverso dal solito. La partita tra la nazionale dei magistrati e quella dei cantanti e attori è stata la parentesi dell’entusiasmo, in una mattinata però servita soprattutto a dire che anche nel cuore dell’Aspromonte, in questa che è anche terra di clan e faide, può esserci un percorso di riscatto.

 

Quando cittadini e stato fanno la loro parte. E se per la cronaca va detto che alla fine la partita l’hanno vinta gli artisti per 4-3, non c’è dubbio che la vittoria più importante la portano a casa i servitori dello stato. Per un giorno in divisa sportiva ed applauditi, per un riscatto a cui san luca può credere davvero.   

 

Agostino Pantano

 

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.

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