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Attualità

Minniti all'Unical: «Servizi italiani più efficaci dopo la riforma»

Il ministro dell'Interno interviene alla giornata di studi sull'intelligence organizzata nell'ateneo di Arcavacata

lunedì 19 giugno 2017
15:32
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Unical, il rettore Crisci e il ministro Minniti
Unical, il rettore Crisci e il ministro Minniti

«Non sono stato mai un tifoso del servizio segreto unico. L'idea di avere due agenzie che abbiano finalità separate, rigidamente circoscritte, costituisce la struttura migliore per creare una cooperazione positiva, che sfrutti al meglio le singole qualità. L'idea di avere una complementarietà tra l’agenzia interna l'Aisi e quella esterna Aise, la considero molto giusta».

 

Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenendo alla giornata di studi "Intelligence: a dieci anni dalla riforma. Risultati, questione aperte, prospettive", all'Università della Calabria, a Rende, promosso dal Centro di Documentazione Scientifica sull'Intelligence dell'Università della Calabria, in collaborazione con il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica, il Laboratorio Nazionale CINI di Cybersecurity e la rivista di geopolitica Limes.

 

«Il decennale della riforma dell'intelligence italiana - ha sostenuto Minniti - segna uno spartiacque per quanto riguarda la storia dell'intelligence del nostro paese. Una riforma di sistema che ha richiesto tempo e prudenza, perché linee guida così delicate non si cambiano ogni due anni ma devono sedimentarsi.

 

Questa riforma – ha aggiunto Minniti - quando venne discussa in parlamento nel 2007, sembrava una sfida impossibile, con molti punti interrogativi, si trattava di cambiare le gomme ad una macchina in corso. Dieci anni dopo dobbiamo sapere che su questi temi si può sempre intervenire per migliorare, ma di certo quella missione al limite del possibile è stata compiuta. Questo Paese ha dimostrato che quando ragiona insieme, superando anche legittime differenze che ci sono, è un Paese che può fare grandi cose, un Paese che unito non ha limiti delle sue capacità di azione».

I lavori sono stati introdotti dal saluto del rettore Gino Crisci e dal professor Mario Caligiuri, direttore del master in intelligence dell'ateneo di Arcavacata. Presenti in sala, tra gli altri, i prefetti Luisa Latella e Gianfranco Tomao, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.  

 

Salvatore Bruno

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Salvatore Bruno
Salvatore Bruno
Giornalista

Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche.


Inviato al seguito della delegazione della Regione Calabria al festival di Sanremo del 1997, ha lavorato per un biennio nell'ufficio stampa del Comune di Cosenza e curato la comunicazione della Commissione Riforme e decentramento e della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio Regionale della Calabria.


Curatore del progetto culturale "Sulle orme di Ulisse", realizzato in Sicilia, è stato inoltre radiocronista delle gare di serie B del Cosenza Calcio. Ha scritto sulle pagine di diversi quotidiani locali e nazionali, tra i quali Il Mattino, Leggo e il Corriere dello Sport. Come autore musicale ha vinto il Festival del Mare di Ancona nel 1993.

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