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Legati alla cosca di Alampi, sequestrati beni per 1 milione di euro a tre professionisti

Si tratta di due avvocati e un commercialista già condannati in primo grado nell’ambito dell’inchiesta “Rifiuti Spa 2” contro la cosca operante a Reggio Calabria

mercoledì 17 maggio 2017 | 06:57

Personale dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, tre provvedimenti – emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria – con cui è stato disposto il sequestro finalizzato alla di beni per un ammontare complessivo pari a circa 1 milione di euro, nei confronti degli avvocati Giulia Maria Rossana Dieni e Giuseppe Putortì nonché del commercialista Rosario Spinella, tutti legati, a vario titolo, alla ‘ndrangheta, nella sua articolazione denominata cosca “Alampi”, operante nella città di Reggio Calabria.

 

Il ruolo degli avvocati. Nel dettaglio, Giulia Maria Rossana Dieni e Giuseppe Putortì, entrambi avvocati, sono stati destinatari, nel luglio 2014, di Ordinanza di applicazione di misura cautelare e sequestro preventivo emessa dal Tribunale Sezione gip di Reggio Calabria (operazione denominata “Rifiuti spa 2”) e condannati in primo grado nel luglio 2016 alla pena di anni 8 di reclusione.

Al riguardo Giulia Maria Rossana Dieni, insieme all’ex coniuge Giuseppe Putortì, recandosi, quali difensori di Matteo Alampi, a sostenere i colloqui in carcere con quest'ultim, “…fornivano uno stabile e concreto contributo al mantenimento ed al rafforzamento dell'articolazione territoriale della 'ndrangheta facente capo a Matteo Alampi prestandosi in modo consapevole e sistematico a fare da postini, nonché da portatori di messaggi e notizie recanti le specifiche direttive impartite dal carcere ai sodali non detenuti, finalizzate a garantire una concreta gestione delle suddette attività economiche e delle vicende direttamente e/o indirettamente ad esse connesse in modo pienamente conforme al programma criminoso del sodalizio”.

Il sequestro beni. A seguito di specifiche e articolate indagini patrimoniali sono stati emessi gli odierni provvedimenti con i quali è stato disposto il sequestro di conti correnti, carte di credito, polizze e vari prodotti finanziari per un valore complessivo stimato in:220.000,00 euro, con riguardo a Giulia Maria Rossana Dieni; 569.000,00 euro, con riguardo a Giuseppe Putortì.


Il commercialista Rosario Spinella è stato anch’egli destinatario, il 22 luglio 2014, di un’Ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa nell’ambito della citata operazione “Rifiuti spa 2” e in seguito condannato alla pena di anni 8 di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché, quale custode/amministratore di una serie di società sottoposte a sequestro e in concorso con soggetti facenti parte della cosca “Alampi”.


Consentiva la presenza quasi quotidiana del capocosca Giovanni Alampi presso la sede delle imprese e l’intromissione nelle scelte aziendali più importanti ai medesimi soggetti ai quali quelle imprese erano state confiscate; emetteva fatture per operazioni inesistenti al fine di costituire fondi neri da erogare alla cosca; sviava l’utilizzo dei mezzi delle imprese confiscate per altri fini cui erano a vario titolo interessati i precedenti proprietari mafiosi. Con l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso delle pubbliche funzioni.
Accertato che Spinella, in qualità di custode/amministratore giudiziario di 4 società, si era indebitamente appropriato di somme presenti sui conti correnti delle imprese per il pagamento a sé stesso di parcelle relative a prestazioni professionali per le quali era già stato remunerato dall’Autorità giudiziaria.

Il sequestro. Pertanto, il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione ha emesso l’odierno provvedimento con il quale ha disposto il sequestro delle disponibilità finanziarie, comunque riconducibili al commercialista, fino alla concorrenza della somma di  193.685,26 euro.


Complessivamente il Nucleo Investigativo Carabinieri e il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria - in perfetta e costante sinergia - hanno proceduto all’esecuzione, nei confronti dei citati professionisti reggini, di misure di prevenzione patrimoniali per un valore stimato pari a  982.685,26 euro.

 

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