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Il vescovo di Locri: «Non vogliamo il lavoro dalla ‘ndrangheta»

Dura reazione da parte di mons. Francesco Oliva in merito alle scritte ingiuriose comparsi a Locri all’indomani della visita di Mattarella: «Quello che vogliamo è un lavoro degno, non il lavoro per il quale si ricorre al capo pastore o al capo cantoniere o al boss di turno»

lunedì 20 marzo 2017 | 13:41
Mons. Oliva, vescovo di Locri
Mons. Oliva, vescovo di Locri

«Da queste parti il bisogno di lavoro è fondamentale e lo conosciamo bene da anni. Su questo problema vogliamo richiamare l'attenzione per il bene di tutti, ma noi il lavoro non lo vogliamo dalla 'ndrangheta».


Lo dice al Sir (l'agenzia ufficiale dei vescovi italiani) monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, in riferimento alla scritta apparsa questa mattina sulla facciata del vescovado di Locri: "Piu' lavoro meno sbirri".


«Quello che vogliamo - aggiunge – è un lavoro degno, che rispetti i diritti degli operai, non il lavoro per il quale si ricorre al capo pastore o al capo cantoniere o al boss di turno». Mons. Oliva, infine, richiama «i segnali che sono partiti dalla nostra diocesi attraverso il lavoro delle cooperative».

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