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‘Ndrangheta: sequestrati beni per oltre 25 milioni di euro a imprenditore reggino

Il 49enne, noto nel settore del commercio di prodotti casalinghi e alimentari è stato coinvolto nel maggio scorso nell’operazione “Fata Morgana”. Fatta luce sul rapporto di vicinanza con la cosca Labate

venerdì 17 marzo 2017 | 06:59

La Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni emesso da quel Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla, e sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Dda, nei confronti di Michele Serra, 49enne di Reggio Calabria, imprenditore molto noto nel settore del commercio di prodotti casalinghi ed alimentari.

 

Lo stesso è stato coinvolto, a maggio dello scorso anno, nell’operazione “Fata Morgana”, che ha portato all’esecuzione di 7 provvedimenti di fermo nei confronti di professionisti ed imprenditori collusi con la ‘ndrangheta, nonché al sequestro di varie aziende, tra le quali una (operante nel commercio ortofrutticolo) risultata nella sua disponibilità (misura confermata dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria con ordinanza del giugno 2016). Nella circostanza, all'imprenditore  fu contestato il reato di intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare gli interessi della cosca ‘ndranghetista reggina “Tegano” nella grande e media distribuzione alimentare.

 

Per la formalizzazione del provvedimento odierno, la citata Sezione Misure di Prevenzione, presieduta dalla dottoressa Pastore, ha tenuto conto anche delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Enrico De Rosa e dalla testimone di giustizia Brunella Latella, che hanno fatto luce sui rapporti di“stretta vicinanza”dell'uomo con la cosca “Labate”, attiva nella zona sud della città di Reggio Calabria.

 

Il sequestro scaturisce da indagini svolte dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia sull’intero patrimonio dell’imprenditore e hanno consentito di acclarare una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati dallo stesso. L’ingente patrimonio consiste in: 8 aziende, di cui 7 società di capitali ed una ditta individuale, tutte con sede a Reggio Calabria ed operanti nei settori della vendita al minuto e all’ingrosso di prodotti alimentari, di giocattoli e casalinghi, nonché della ristorazione, dei giochi e delle scommesse e del ramo immobiliare. In particolare, sono stati sequestrati 4 supermercati di rilevanti dimensioni (con marchio CenterR Stock e Cash & Carry) e magazzini per oltre 3.000 mq di estensione; 7 immobili aziendali e personali e disponibilità finanziarie. Il valore complessivo, che è ancora in corso di quantificazione, supera i 25 milioni di euro.

 

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