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Massoneria, elenchi sequestrati e quella loggia calabrese sciolta

Dal decreto di sequestro firmato dalla Commissione parlamentare antimafia, pubblicato su “Il Sole24ore” a firma di Roberto Galullo, emerge come almeno una delle logge calabresi in passato sia stata sciolta anche per «possibile inquinamento, addirittura di carattere malavitoso, riconducibile all’ambiente circostante»

giovedì 16 marzo 2017 | 14:01

Un aspetto poco noto, poco analizzato e portato alla luce da Roberto Galullo nel suo blog “Guardie o ladri” su Il Sole24ore. Tra le motivazioni del decreto di perquisizione e sequestro degli elenchi delle logge massoniche calabresi e siciliane firmato il primo marzo dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi viene infatti, tra le altre cose, riferito anche dello scioglimento di alcune logge calabresi.

 

Si legge nel decreto «che, inoltre, nel corso delle sue audizioni, il Gran maestro del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani ha riferito dello scioglimento di alcune logge calabresi per ragioni rituali ed organizzative, mentre si è successivamente accertato che, almeno una di queste, è stata disciolta anche per “possibile inquinamento, addirittura di carattere malavitoso, riconducibile all’ambiente circostante”.


Si rende pertanto necessario – si legge ancora «verificare altresì quali logge siano state soppresse o comunque sospese in Calabria e in Sicilia, dal 1990 ad oggi, e le relative ragioni, formali e sostanziali».


A riferirlo – come riporta Galullo – sarebbe lo stesso Goi, con il decreto n. 355/Gr a firma dell’allora Gran maestro Gustavo Raffi, Doc. n, 1301.1 acquisito dalla Commissione parlamentare antimafia il 31 gennaio 2017.

 

Sotto la lente d'ingrandimento il caso della loggia Rocco Verduci 1351 Oriente di Gerace sospesa, riammessa e, infine, probabilmente sciolta. Le motivazioni della sospensione si apprendono direttamente da una comunicazione ufficiale dell’11 gennaio 2014 pubblicata e ancora visibile nel sito del Goi dove dal gran maestro venerabile Gustavo Raffi «per possibile inquinamento di carattere malavitoso, gravi inadempienze e carenza assoluta di cautele» viene richiesto che «ogni fratello di Loggia produca un certificato dei carichi pendenti e il casellario giudiziario aggiornati entro la fine del prossimo mese di gennaio 2014» con l’obiettivo «di fugare ogni qualsiasi futile strumentalizzazione dell’appartenenza alla nostra istituzione».


Con il provvedimento 14/SB del 20 giugno 2014 il Gran maestro del Grande oriente d’Italia, Stefano Bisi, revocò la sospensione della loggia informandone ma ad oggi –  si legge ancora dal blog di Galullo - sul sito del Goi tra le logge calabresi la Rocco Verduci non compare più in elenco e quindi, verosimilmente, venne sciolta.


Intanto dal canto suo Stefano Bisi anche durante l’incontro dello scorso venerdì ad Aiello Calabro “Massoneria 3.0 comunicare per informare” ha parlato di «una palese discriminazione nei confronti di una istituzione libera e secolare. Difenderemo la nostra istituzione con forza e vigore» e ha ribadito con l’impegno di continuare «a fare ciò che abbiamo sempre fatto: stare vicino a chi ha più bisogno». 

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