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Banche: fuori i nomi dei bidonisti che hanno “calato il pacco” anche ai risparmiatori calabresi

A collassare il sistema, un pugno di imprese, circa 500, le quali hanno ottenuto linee di credito milionarie, in alcuni casi anche più volte e, successivamente, hanno “bruciato paglione”, per dirla come si dice dalle nostre parti. Ora i calabresi e gli italiani hanno diritto di sapere

di Pasquale Motta
giovedì 12 gennaio 2017 | 11:05

MPS è la capofila di un sistema bancario, quello italiano, ormai al collasso. 200 miliardi di euro di sofferenze la cifra complessiva nella quale il sistema bancario rischia di affogare. Frutto della crisi, frutto della sofferenza di un popolo che ormai non riesce più ad onorare i suoi debiti? Neanche per sogno, a leggere le cifre c'è da rimanere esterrefatti, il popolo e, cioè circa un milione e settecentomila italiani, hanno sofferenze per piccoli crediti che partono da 250 a 30 mila euro, linee di credito spesso ottenute per acquistare beni e servizi di prima necessità, qualche mobile, il frigorifero, la lavatrice, la TV. Totale delle sofferenze 5 miliardi di euro.

 

A collassare il sistema, invece, un pugno di imprese, circa 500, le quali hanno ottenuto linee di credito milionarie, in alcuni casi anche più volte e, successivamente, hanno “bruciato paglione”, per dirla come si dice dalle nostre parti. Sono grandi aziende italiane, grandi nomi, alcuni noti. Si va dalle coop rosse, alla Fiat, a marchi della filiera agroalimentare, della moda, del design. E ancora, grandi editori come De Benedetti, oppure come il patron di MTV. Sono stati definiti bidonisti, a Napoli avrebbero detto, quelli che hanno fatto pacco, contro pacco e contro paccotto.

 

La bolla mediatica ora è esplosa, l’opinione pubblica vuole i nomi dei bidonisti, gli istituti finanziari, invece, resistono, cercando di nascondersi dietro inesistenti norme sulla privacy. E poi c’e la politica, spesso ostaggio di lobby e contro lobby, la quale tenta di sostenere i vertici bancari nell’assurdo tentativo di tenere riservata la lista di coloro che si sono pappati 200 miliardi, attraverso linee di credito autorizzate proprio da manager bancari compiacenti, complici, forse corrotti. No, troppo facile. Questo mondo bancario italiano, forte con i deboli, implacabile, per esempio, con il cittadino che non riesce a pagare il mutuo e, invece, debole, compiacente e complice con i forti, non gli si può più consentire questa arroganza. Nelle banche italiane bisogna rimettere ordine e, soprattutto, affermare quel senso di giustizia e di equità che, come dimostra questa vicenda, è totalmente assente. Particolare non da poco, la maggior parte dei bidonisti, sono realtà settentrionali.

 

Mentre noi, qui al Sud, eravamo e siamo occupati a parlare di ‘ndrangheta, ad esaltare il libro, o le gesta di questo o quel PM, grazie anche ad un giornalismo distratto, sempre pronto a cercare notorietà sui difetti del Sud (Calimero), i risparmiatori meridionali, attraverso il riciclo legittimo degli istituti bancari dei depositi di migliaia di pensionati, lavoratori, ex emigrati, calabresi, campani, siciliani, lucani, foraggiavano i bidonisti del nord. Non si tratta, di riprendere o accendere rivendicazioni meridionaliste, ci mancherebbe altro, ma è un fatto che, negli ultimi anni, i maggiori istituti di credito meridionali sono stati assorbiti dai grandi gruppi bancari con sede al nord.

 

Ciò, non solo non ha determinato nessuna ricaduta economica per il Sud, ma, nella stragrande maggioranza dei casi, i risparmi dei meridionali sono stati utilizzati per foraggiare i bidonisti, oppure, investiti in utili restauri e progetti di sviluppo al Nord. MPS, per esempio, in Toscana, ha avviato progetti di recupero e restauro di una consistente parte del patrimonio dei beni culturali di quella Regione. Trovatene uno in Calabria se ci riuscite. Ora le banche bussano a soldi alle porte dello Stato perché nuovamente sull’orlo del baratro. Ritengo legittimo che lo Stato intervenga per tutelare il risparmio.

 

Uno Stato serio però, ha il dovere di pretendere dagli istituti finanziari, l’elenco delle aziende che hanno messo in ginocchio il sistema bancario, ha il dovere di rendere pubblici i nomi dei manager che hanno autorizzato linee di credito a rischio e prendere i giusti provvedimenti. Il ministro Padoan a caldo, aveva detto fuori i nomi oppure niente soldi. Un po' come la pubblicità di George Cloney “no Martini no party”. Speriamo che mantenga il suo proposito. Gli italiani sono stufi dei furbetti e furbacchioni che si sono spolpati questo paese da nord a sud e, sono altresì, stufi di una politica che non ha il coraggio di assumere scelte drastiche per cambiare le cose.


Pasquale Motta

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