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Allarme speculazioni, la Coldiretti: «Per gli ortaggi rincari del 200 per cento»

Molte le aziende che hanno perso le loro produzioni a causa del gelo. In Calabria, a causa di temperature rigide, sono andati distrutti centinaia di ettari di agrumi e clementine, oltre a diversi ortaggi

di Tiziana Bagnato
martedì 10 gennaio 2017 | 12:54

Il rischio speculazione sui danni provocati dal maltempo a frutta ed ortaggi è alto. A dirlo è la Coldiretti che avverte di avere già riscontrato importanti rincari. Secondo le rilevazioni del Centro ortofrutticolo di Roma rispetto allo scorsa settimana sarebbe più che triplicato il prezzo delle bietole (+ 350%), più che raddoppiato quello di cipollotti e spinaci (+ 233 e + 225%) e sostanziosi rincari starebbero interessando anche lattuga, zucche e cavoli.

La tendenza non è giustificata quando di tratta di frutta raccolta nelle settimane precedenti, avverte la Coldiretti, che invita anche a fare attenzione ai prodotti stranieri spacciati come italiani.

 

Tante, troppe le aziende che hanno perso le loro produzioni a causa del gelo. In Calabria, a causa di temperature così rigide da non essere state riscontrate negli ultimi cinquanta anni, sono andati distrutti centinaia di ettari di agrumi e clementine, oltre a ortaggi quali zucchine, cipolle, finocchi, piselli e fave. Le bassissime temperature, spiega l’organizzazione di settore, hanno distrutto anche le coltivazioni in serre.

 

Alla Regione Calabria il presidente Pietro Molinaro chiede ora l’immediata attivazione dei sopralluoghi per circoscrivere le zone danneggiate e avere una prima stima dei danni tale da consentire l’avvio delle procedure per la richiesta di calamità, l’assegnazione provvisoria di gasolio agricolo per i mezzi agricoli e il riscaldamento delle serre, già avviata in giornata nella provincia di Cosenza.

 

«Siamo molto preoccupati – avverte Molinaro - perché la situazione straordinaria che si è verificata porterà conseguenze anche sulle giornate dei lavoratori stagionali, in particolare extracomunitari, con il rischio di ulteriori ripercussioni sul sistema dell’accoglienza».

 

Tiziana Bagnato

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