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Iacucci e il trionfo della mediocrazia della politica

Tra un Occhiuto che cede il passo, un Oliverio che propone il “promoveatur ut amoveatur” e un Adamo che applica il metodo Cossutta, Franco Iacucci, a questo punto, sembra avere la strada spianata alla Presidenza della Provincia di Cosenza

di Pablo .
lunedì 9 gennaio 2017 | 19:53

A quanto sembra il primo cavallo del Re sembra che corra rapidamente verso la trasformazione in Duca della Provincia bruzia. E già, Franco Iacucci, infatti, da oggi, marcia ufficialmente e velocemente verso la presidenza della provincia più grande d’Italia. Il potente capo della segreteria dell’attuale Presidente della Giunta Regionale e, suo stretto collaboratore ormai da un ventennio, è in procinto di ritornare nel palazzo ubicato in piazza XV marzo non più da garzone ma da padrone. “Promoveatur ut amoveatur” sostengono i suoi detrattori nei corridoi della cittadella regionale e nei basso fondi della politica cosentina. Insomma un escamotage di Oliverio/Adamo, per rimuoverlo da capo della segreteria della presidenza della Regione Calabria, almeno a detta dei soliti bene informati.

 

"Tutti gli uomini del re e tutti i cavalli del re": Franco Iacucci

 

In politica ci vuole certamente abilità ma, come sosteneva un vecchio notabile democristiano, è necessario possedere anche una buona dose di culo. Infatti, Iacucci, non a caso, sceglie la congiuntura giusta per candidarsi alla Provincia di Cosenza e lo fa dopo la bocciatura della riforma costituzionale attraverso il referendum. Se avesse vinto il SI, delle province non avremmo sentito più parlare, invece, il risultato referendario rimette in pista l’ente intermedio.


Difficile pensare che Iacucci possa soccombere in giochi e trappole trasversaliste, una sorte, invece, toccata al suo predecessore Giovanni Papasso, sindaco di Cassano. Sarà un caso che Mario Occhiuto, per esempio, abbia deciso di non ricandidarsi nonostante guerre ed estenuanti vertenze legali con l’attuale presidente F.F. Di Natale per mantenere la guida dell’ente?


Insomma, più che “promoveatur ut amoveatur”, Mario e Nicola, al massimo hanno applicato nei confronti di Iacucci, il metodo che Berlinguer utilizzò per rimuovere Armando Cossuta dalla segreteria nazionale del PCI. Dal ' 67 al ' 75, infatti, Cossutta diventa il depositario dei segreti dell' amministrazione del Pci, prima con Longo e poi con Enrico Berlinguer, di cui è il numero due fin troppo potente. E' così che Berlinguer, con l' argomento ufficiale di "rinnovare la segreteria", lo elimina dal vertice delle Botteghe Oscure, spiegando che "il compagno Cossutta ha accumulato troppo potere, del quale per altro non ha abusato". Iacucci, apparentemente, del potere del Presidente della Regione, cosi come Cossutta, pare non abbia abusato, ma dietro alla sua porta, in questi 25 mesi di governo, hanno fatto anticamera personaggi di tutti i tipi e la sua longa manus è arrivata dappertutto e a trattare qualunque cosa. Inoltre, Iacucci, per certi aspetti, è riuscito a compiere veri e propri miracoli di natura politica. Mentre l’area di Ernesto Carbone e di Nando Aiello si posizionava negativamente nei confronti del presidente della Giunta regionale, Iacucci, invece, intratteneva e intrattiene con quell’area eccellenti rapporti politici. E così con molti altri protagonisti dello scontro regionale, sia interni che esterni.

 

Il gruppo Igreco per esempio, che ormai ha un conto aperto con Oliverio, Adamo, e Pacenza, con Iacucci, invece, mantiene rapporti cordialissimi. Proprio in conseguenza di tali dinamiche su Iacucci negli ultimi mesi non è mancato il fiato sul collo da parte degli stessi alleati di Oliverio, a cominciare da Nicola Adamo che, proprio Iacucci, in uno sfogo con un amico avvocato di Cosenza, dipingeva come una presenza ingombrante al decimo piano della cittadella regionale. Nonostante ciò, tra un Occhiuto che cede il passo, un Oliverio che propone il “promoveatur ut amoveatur” e un Adamo che applica il metodo Cossutta, Franco Iacucci, a questo punto, sembra avere la strada spianata alla Presidenza della Provincia di Cosenza. La candidatura azzurra del Sindaco di Orsomarso, sembra essere congegnata proprio per non disturbare l’ascesa del Sindaco di Aiello Calabro. Per ora sembrano tutti contenti. E c’è da ipotizzare che saranno baci e abbracci, almeno fino al 29 gennaio e sperando che tutto vada secondo i piani dei vari strateghi all’opera. Insomma per dirla alla François-René de Chateaubriand “egli non suscita alcuna gelosia: i cortigiani lo preferiscono perché possono disprezzarlo; i re se lo conservano come una manifestazione della loro onnipotenza.(…)”.

 

In molti, immaginano che tale collocazione per Iacucci, serva a liberare spazio e sgombrare ambizioni verso candidature alla Camera e al Senato, in vista delle elezioni politiche, tuttavia, c’è anche chi sostiene il contrario, e cioè che, Iacucci, stia creando proprio le premesse per una sua candidatura al Senato in vista del ritorno del sistema elettorale Mattarellum. Quale sarà la verità? Difficile scoprirlo, almeno per ora.


Pablo

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